La tassa sul trasporto dei piccoli pacchi non andava rinviata, andava cancellata. È questo il messaggio, chiaro e forte lanciato al Governo da Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica dopo la decisione del Consiglio dei ministri di posticipare l'entrata in vigore del nuovo balzello per le merci fino a 150 euro di valore provenienti da oltre i confini dell’Unione europea. Una risposta “dolce” nella forma (“il rinvio dell’entrata in vigore del dazio sui piccoli pacchi dimostra che il Governo ha ascoltato il grido d'allarme che abbiamo lanciato e per questo ringraziamo l'Esecutivo per la sensibilità dimostrata...”) ma “amaro” nella sostanza che conferma la bocciatura della manovra adottata dal Governo che, per fare un paragone sanitario, ha tutto il sapore di un intervento chirurgico rinviato per un paziente in gravi condizioni.
L'e-commerce vedrebbe dimezzarsi il traffico merci soprattutto della moda usa e getta
Una bocciatura che emerge a chiare lettere dal comunicato in cui si legge che "questa non è la soluzione del problema” perché “la semplice proroga al 1° ottobre non è risolutiva e la tassa va eliminata definitivamente”, e là dove Confetra ribadisce quanto già messo nero su banco nelle scorse settimane in una lettera inviata al ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti: ovvero che gli effetti immediati che l'introduzione di questa misura avrebbe sul sistema Paese, sarebbero assolutamente negativi perché “l'applicazione del dazio provocherebbe una riduzione drastica stimata in almeno il 50 per cento dei volumi di traffico merci legati all'e-commerce internazionale e all'ultra fast fashion, l'ultima frontiera della moda usa e getta pronta sfornare migliaia di nuovi capi al giorno e a metterli in vendita on line a prezzi stracciati in base alle tendenze di mercato in tempo reale”.
I gettiti sperati non ci saranno e lo Stato perderà 25 milioni di euro
Affermazioni supportate dalle analisi realizzate dagli esperti della Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, secondo i quali “questa forte contrazione del settore non genererà i gettiti sperati, ma al contrario causerà una perdita netta di circa 25 milioni di euro per lo Stato nel 2026, penalizzando pesantemente l'intera filiera logistica nazionale che rappresenta un pilastro fondamentale dell'economia italiana”. Settore che "muove" l'economia del Paese e che, nell'occasione, si è dimostrato pronto anche a indicare le strade da seguire alla politica: “L'Italia non può muoversi da sola penalizzando le proprie infrastrutture”, è il commento finale di Carlo De Ruvo. “Le misure non devono essere puramente nazionali, ma coordinate a livello comunitario: per questo Confetra chiede con forza un pieno allineamento con la regolamentazione dell'handling fee europea. È necessario attendere e muoversi in sintonia con l'introduzione del dazio unico europeo, evitando barriere unilaterali che avrebbero il solo effetto di deviare i flussi di traffico verso altri hub continentali, tagliando fuori i porti e gli aeroporti italiani”. Cancellando, nel frattempo, e non rinviando, la tassa.