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Calcio scommesse, Conte squalificato 10 mesi. Salvi Bonucci e Pepe

Giulio Bucchi
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Dieci mesi ad Antonio Conte, 8 mesi al suo vice Angelo Alessio. Lecce e Grosseto retrocessi in Lega Pro, Leonardo Bonucci, Simone Pepe, Salvatore Masiello e Marco Di Vaio assolti insieme ai colleghi Nicola Belmonte, Daniele Padelli e Giuseppe Vives. Sono ufficiali le sentenze del processo sul calcioscommesse e di sorprese non ce ne sono. Confermate, dunque, le anticipazioni della Gazzetta dello Sport. Per quanto riguarda i club coinvolti, retrocessione in Lega Pro per Lecce e Grosseto, 2 punti di penalizzazione per il Novara, ammenda per il Bologna e assoluzione per l'Udinese,  Il ko di Palazzi - Si tratta, comunque, di una sconfitta per la linea del procuratore Stefano Palazzi. Basandosi sulle rivelazioni dei pentiti Andrea Masiello (ex Bari, giudicato non totalmente attendibile) e soprattutto il sense Filippo Carobbio, per l'allenatore della Juventus aveva chiesto una pena di 15 mesi per le accuse di combine relative ai suoi trascorsi sulla panchina del Siena nella stagione 2011/11. Allo stesso modo, Palazzi aveva chiesto lunghe squalifiche per Bonucci, Pepe e Di Vaio. Niente da fare: prosciolti, così come si è alleggerita la posizione dell'ex senese Daniele Portanova (oggi al Bologna) squalificato per 6 mesi solo per omessa denuncia (la Disciplinare ha bocciato le richieste rispettivamente di un anno per omessa denuncia e 3 anni per illecito). La Juventus, dunque, paga per colpe non sue ma dei propri tesserati: niente stop per Bonucci e Pepe (accusati rispettivamente per presunte combine ai tempi di Bari e Udinese), ma pesanti squalifiche alle guide tecniche: Conte, il vice Alessio e il collaboratore Cristian Stellini che aveva già patteggiato 2 anni e mezzo. Quale sarà ora il futuro di Conte? Il presidente bianconero Andrea Agnelli aveva confermato la fiducia al tecnico, ma una gola profonda del club rivela l'intenzione di far "dimissionare" Conte. In ogni caso, occorrerà attendere fino a sabato, giorno della Supercoppa italiana a Pechino contro il Napoli.  "Non poteva non sapere" - La Commissione Disciplinare, a proposito della squalifica di Conte, parla di "attendibilità assoluta" delle dichiarazioni di Carobbio e di "riscontri" avuti "anche attraverso dichiarazioni rilasciate da altri tesserati". Il tecnico oggi bianconero è stato punito per l'omessa denuncia relativa ai match Novara-Siena del 1° maggio 2011 e Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011. Sulla sanzione pesa anche "l'aggravante della qualifica rivestita". Secondo la procura Figc, in base alle dichiarazioni di Carobbio, Conte avrebbe rassicurato la squadra prima del match con il Novara facendo riferimento ad un'intesa per il pareggio. Secondo i giudici, Carobbio è attendibile anche per "la totale mancanza di un qualunque motivo di risentimento o convenienza che possa averlo spinto a coinvolgere altri soggetti". La Disciplinare definisce "incoerente" la ricostruzione dei legali di Conte secondo cui il giocatore avrebbe accusato il tecnico per rancore personale, legato all'episodio del settembre 2010 quando Conte non gli concesse a Carobbio il permesso di recarsi dalla moglie per assisterla durante il parto. Sulla gara contro l'AlbinoLeffe, Stellini (all'epoca collaboratore del tecnico, ndr) "ha ammesso di essere stato egli stesso a dare incarico a Carobbio e Terzi (altro calciatore del   Siena, ndr), al termine della gara di andata, di andare a parlare con Garlini e Bombardini (giocatori dell'Albinoleffe, ndr) per “sistemare” la gara di ritorno". "Ipotizzare che i componenti dello staff tecnico o la squadra   prendessero decisioni a insaputa di Conte - secondo la Disciplinare - non è oggettivamente credibile". Conte, in sostanza, non poteva non sapere.  

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