(Adnkronos) - Gli indagati erano tutti gravemente indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione continuata: Giuseppe Setola, il boss dell'ala stragista dei casalesi; Vincenzo Catena, alias 'O Scimmione, 29 anni; Esterino Antonucci, alias Rino Biscotto, 40; Carlo Di Raffaele, 36; Michele Di Fratta, alias Michelone, 37; Roberto Zampella, alias 'O Pucino. Le indagini avevano inizio nel dicembre 2008, quando, nel corso di un normale controllo, una pattuglia della polizia aveva sequestrato a Vincenzo Catena, ritenuto organico al clan dei casalesi, due fogli manoscritti sui quali, scritta a mano, era riportata una lunga lista delle denominazioni di oltre trenta aziende, a fianco di ciascuna delle quali era indicata una cifra che, come accertato in seguito, corrispondeva al rateo estorsivo versato o da versare. Dopo poche settimane, lo stesso Catena è stato colpito da un provvedimento di fermo per tentata estorsione aggravata, a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile sulle aggressione subite, in due momenti diversi, da un dipendente, ritenuto poco sollecito a riferire al suo datore di lavoro le ambasciate dei camorristi, e dal titolare di un deposito di fuochi di artificio di Villa Literno, che si era rifiutato di pagare per le difficoltà economiche in cui versava e anch'egli inserito nella lista sequestrata. (segue)




