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Terrorismo: le voci delle vittime delle stragi oggi al Salone del libro (2)

domenica 11 maggio 2014
Terrorismo: le voci delle vittime delle stragi oggi al Salone del libro (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - "L'elenco delle vittime della violenza terroristica o mafiosa, in Italia, è purtroppo sterminato -ricorda Gian Carlo Caselli, magistrato, che è anche autore della prefazione al volume- In questo libro, bello nella sua tragica cupezza, Mascali ne rievoca molte, sull'uno e sull'altro versante, dedicando a ciascuna un lucido commento, intrecciato con citazioni di interventi degli stessi protagonisti, spesso struggenti perché testimoniano la consapevolezza dei rischi incombenti che si sarebbero poi concretizzati in un attentato mortale". "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, osannati da morti, sono stati ostacolati e vilipesi -umanamente e professionalmente- da vivi. Secondo l'amico Paolo, Falcone aveva cominciato a morire quando la maggioranza del Csm gli aveva incredibilmente negato la successione a Nino Caponnetto come capo dell'Ufficio istruzione, determinando l'inesorabile azzeramento del pool e la cancellazione del metodo di lavoro che era alla base del capolavoro investigativo-giudiziario del maxiprocesso. Effetti contro cui Borsellino aveva coraggiosamente preso posizioni pubbliche decise, col risultato di essere sottoposto -dal Csm- a un procedimento paradisciplinare". Parole di ieri che ricordano vicende di oggi. Le fasce professionali e sociali cui appartenevano le vittime sono le più diverse. La scia di sangue che unisce quasi tutte le persone colpite è segnata dalla loro solitudine, con conseguente 'logica' e ineluttabile sovraesposizione alla rappresaglia criminale. Il libro riporta documenti, spesso inediti, messi a disposizione dai familiari o depositati in archivi di organi istituzionali. Le loro ultime frasi, spesso pronunciate mentre erano tra la vita e la morte, confermano drammaticamente che non hanno arretrato dai loro compiti fino agli istanti estremi dell'esistenza e rappresentano un testamento morale e spirituale per l'Italia. "Sono loro i nuovi partigiani della Repubblica -sostiene l'autrice- questo libro è anche un modo per rendergli onore, lasciando a loro e solo a loro la parola".