Palermo, 12 mag. - (Adnkronos) - "Per i trafficanti il mercato clandestino dei migranti è una miniera d'oro. Oggi piangiamo le vittime dell'ennesimo dramma consumato nel mare Mediterraneo dove i primi numeri diffusi ci ricordano la tragedia dell'ottobre del 2013". Lo dice il vescovo di Mazara del Vallo (Trapani), monsignor Domenico Mogavero, dopo aver appreso i primi particolari del barcone affondato a sud di Lampedusa e del quale sono in corso le operazioni di salvataggio dei superstiti. Monsignor Mogavero, che della Conferenza Episcopale Siciliana è il prelato delegato alle migrazioni, soltanto pochi giorni fa era intervenuto presso l'Università di Palermo, nell'ambito del II ciclo di letture e riletture sulla Sicilia e sul Meridione promosso dal professor Salvatore Costantino, per la presentazione del libro "Confessioni di un trafficante di uomini" di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci. Proprio in quell'occasione alla presenza del rettore dell'Ateneo palermitano Roberto Lagalla, aveva suggerito una proposta. "Assistiamo impotenti agli sbarchi e alle tragedie, perché, allora, non dare la possibilità ai migranti di pagarsi un biglietto di viaggio e consentire loro l'ingresso nel nostro Paese tramite un sistema regolato con permessi temporanei?". Mogavero ha ribadito che "nel campo delle migrazioni non è ammessa neutralità. Dobbiamo tentare una lettura culturale del fenomeno, meno che mai una lettura politica. I flussi migratori? Sono movimenti di massa che non si riescono a fermare neanche con le leggi - ha detto ancora Mogavero - se qualcuno pensa che con l'operazione costosa 'Mare Nostrum' riesce a frenare gli sbarchi sulle nostre coste, si è fatto i conti sbagliati". E poi ci sono i "tempi lunghissimi" per il riconoscimento dello status ai richiedenti asilo. "Sono necessarie più commissioni territoriali per i colloqui per ridurre le lunghe attese dei migranti. Così per come stanno le cose, se i migranti non vengono impegnati in attività dei centri d'accoglienza, li abituiamo all'ozio".




