V oi tutti avete ben presente lo stereotipo della cartomante, vestita con abiti colorati e di gusto bohémien, la testa avvolta di un turbante, il trucco sgargiante e le unghie lunghe rosso fuoco, a mo’ di artiglio. Ma i tarocchi non sono solo uno strumento di divinazione: il mazzo dei tarocchi, comprensivo di quelli noti come gli Arcani Maggiori o Trionfi (Il Carro, La Ruota, la Morte, la Torre, Il Papa, l’Imperatore, il Mondo, etc.) era anche strumento di un gioco di carte diffuso e amato: le regole erano intricate, tanto che i tarocchi erano considerati un gioco di abilità e strategia.
Si trattava di un gioco “a prese”, in cui a ogni giro un giocatore metteva sul tavolo una carta, che doveva essere dello stesso seme di quello messo sul tavolo dal primo che aveva iniziato.
Se poi il primo giocava uno degli Arcani Maggiori, allora si doveva rispondere con un altro Trionfo: vinceva chi aveva il seme più alto, o il Trionfo di valore più alto. E quanto alla numerazione (e quindi al valore) degli Arcani Maggiori vanno da zero (il Matto) a ventuno (il Mondo), rigorosamente in numeri romani. Ma, tornando ai tarocchi oggi, Alejandro Jodorowsky, figura poliedrica di drammaturgo, attore e regista (ricordate El topo e La montagna sacra?) per oltre quarant’anni ha studiato i tarocchi nella versione più tradizionale, i Tarocchi di Marsiglia, ritrovando che negli Arcani Maggiori si delinea un percorso di maturazione, che va dal Matto al Mondo (che rappresenta la compiutezza e il completamento): le figure quindi sono archetipi, attraverso i quali elaborare un percorso introspettivo.
FASCINO CONTINUO
Nei secoli, i tarocchi hanno affascinato intellettuali, pittori e artisti, oltre che romanzieri e giallisti (pensiamo al recente Gli omicidi dei tarocchi di Barbara Baraldi): abbiamo mazzi di ogni tipo, dai Tarocchi dei Visconti (spesso riprodotti in confezioni regalo di lusso), ai Tarocchi ispirati a Bosch, le cui figure oniriche e vagamente surreali donano una dimensione particolarmente immaginosa alle carte, per non parlare di quelli di Dylan Dog; e anche la pittrice surrealista Leonora Carrington, oggetto di una recente mostra Palazzo Reale a Milano, realizzò un mazzo di tarocchi. Oggi, se vogliamo fare un regalo spiritoso e originale, abbiamo un bel terzetto tra cui scegliere: per esempio ci sono i Tarocchi di Nightmare Before Christmas (Giunti Editore), ispirati al capolavoro di Tim Burton in un elegante e spiritoso cofanetto cartonato, ovviamente a forma di bara, con tanto di manualetto per l’uso, ed elegante tovaglietta di vellutino nero per la lettura, (39, 90 euro, oppure, nella classica e meno ingombrante custodia rettangolare, 29, 90 euro).
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Restituire alla vita il sussurro naturale. Rinsaldare i rapporti umani nella loro dimensione di prossimità, dalle...Se vogliamo perseverare in un tocco pop, abbiamo, sempre per Giunti, due chicche: i Tarocchi dei Villains Disney (29, 90 euro), in cui gli Arcani Maggiori sono impersonati dai cattivi che ci hanno fatto trepidare da bambini nei film di animazione: da Malefica (il cui arcolaio ben rappresenta la Ruota), alla Regina di Cuori di Alice in Wonderland (chi meglio di lei può interpretare Il Giudizio?), da Crudelia De Mon che scorrazza sulla sua coupé (un perfetto Carro) e Ade in Hercules (la Morte: chi meglio di lui?), alla matrigna di Rapunzel come Imperatrice (senza contare Grimilde nelle vesti della Regina di Bastoni). E per chi proprio non sa staccarsi dalle serie Netflix all’ultimo grido, ci sono i neoarrivati Tarocchi di Stranger Things, mazzo ufficiale (Giunti editore, 28 euro) ispirato ai personaggi che si aggirano nella non troppo sonnolenta cittadina di Hawkins, protagonisti della serie più amata degli ultimi anni.




