CATEGORIE

Al Museo Egizio la moda scopre il potere del rituale

Le sale si sono trasformate nella passerella di "Hieroglam", l’ultimo visionario progetto espositivo e formativo firmato dall’Accademia Iuad
di Daniela Mastromattei giovedì 11 giugno 2026

2' di lettura

Ci sono luoghi in cui il tempo smette di essere una linea retta per farsi cerchio. Accade a Torino, dove le sale del Museo Egizio si sono trasformate nella passerella di “Hieroglam”, l’ultimo, visionario progetto espositivo e formativo firmato dall’Accademia Iuad. Curata da Pasquale Esposito e Francesco Maffei, la mostra non è una semplice esibizione di abiti, ma un viaggio sensoriale che esplora la storica, viscerale fascinazione che l’Antico Egitto esercita sulla moda. Un ponte ideale che unisce l’archetipo al futurismo, il mito ancestrale alla fluidità contemporanea. In un presente saturo di immagini digitali, avatar e identità smaterializzate, “Hieroglam” risponde a un bisogno profondo e modernissimo: quello di ritrovare il senso del sacro, della materia e del racconto collettivo. Al centro della scena, trenta abiti -manifesto nati dal talento degli studenti dell’accademia di Napoli e Milano.

I giovani designer hanno riletto l’universo egizio non come mero esercizio di stile, ma come una meditazione visiva. I concetti spirituali del ka(la forzavitale) e del ba (l’anima mobile) prendono vita in silhouette scultoree, superfici luminose e stratificazioni cromatiche che evocano l’oro solare, il blu del Nilo, il nero cosmico e il rosso del deserto. A catturare l’attenzione è l’abito di Chiara Corbo Tedesco: un pezzo in puro lino, strutturato internamente da una tela adesiva in cotone. Una silhouette volutamente essenziale e semi -aderente, che fa da tela a un ricamo di perline eseguito interamente a mano su canottiglie dipinte a mano, simile a un amuleto prezioso da portare sulla pelle. Di un’energia completamente diversa, eppure magnetica, è la creazione di Alessia Russo in georgette che sfida i confini della materia accostandola a un corpino con cuciture alla francese realizzato in pelle di vitello nuvolato. L’apertura sul fianco sinistro segue i rigorosi e concettuali principi della modellazione Otoshiana di Shingo Sato, evocando con drammaticità e poesia l’idea di un corpo privato dei suoi organi, pronto a farsi pura essenza spirituale.

Il percorso espositivo si arricchisce di un contrappunto d’eccezione: una selezione di capi d’autore provenienti dal prestigioso Archivio di Ricerca Mazzini. Le creazioni degli studenti dialogano così con i capolavori di chi, prima di loro, ha subito l’incantesimo dell’Egitto. Si cammina tra le architetture tessili di Issey Miyake, il rigore scultoreo di Gianfranco Ferré, l’animalier selvaggio di Roberto Cavalli e le visioni gotico -romantiche di Alexander McQueen. È la celebrazione di una linea continua che da sempre unisce i geni della couture- come Elsa Schiaparelli, John Galliano, Jean Paul Gaultier e Olivier Rousteing - alle icone della cultura pop come Madonna, Beyoncé e Lady Gaga, capaci di trasformare la simbologia divina in pura potenza scenica.
 

tag
museo egizio
torino

La sinistra odia le divise Avs, sfregio ai poliziotti pestati da Askatasuna: "Era il compleanno di nonna", evento disertato

Vittima dei disordini del derby Torino, il tifoso della Juventus ferito? Ecco le sue prime parole: "Fuori dalla Champions"

Voltri-Sempione A26, ubriaco guida Tir contromano per 10 km. Ma... miracolo in autostrada

Ti potrebbero interessare

Avs, sfregio ai poliziotti pestati da Askatasuna: "Era il compleanno di nonna", evento disertato

Torino, il tifoso della Juventus ferito? Ecco le sue prime parole: "Fuori dalla Champions"

Redazione

A26, ubriaco guida Tir contromano per 10 km. Ma... miracolo in autostrada

Torino, si fingevano agenti e addetti comunali per rapinare in casa: i malviventi in azione

Desiderio, estasi, corpi nudi... se l'amore non è solo poesia

Che la vita sia una malattia mortale trasmessa per via sessuale lo si è già detto tante volte. Non sappiam...
Paolo Bianchi

Simonetta, Gaber e "gli spostati" della periferia

«La televisiun», diceva Jannacci in una delle sue sintesi, «la t’endormenta cume un cuiun»...
Francesco Mattana

Lo scrittore della memoria e delle mille Sicilie

C'è una geografia letteraria che troppo spesso ha scelto di trattenere Gesualdo Bufalino nella fermezza di un...
Angelica Grivel Serra

Quando è esagerato l'amore per sé diventa isolamento

Viviamo in un’epoca che incoraggia continuamente a “credere in sé stessi”, a “mettersi al...
Steno Sari