Escort? Macché. Vuoi mettere, al confronto con l’edulcorante termine inglese, giunto da noi tre quarti di secolo fa (per indicare l’accompagnatore di una persona in viaggio, o da “scortare” in un evento mondano), gli appellativi italici di chi è andato a lezione dai soliti dispensatori di “panem et trivium”? Uno per tutti: «La donna che vende il proprio corpo in una blasfema parodia dell’amore è una puttana, una baldracca, una bagascia, una mignotta, una zoccola, una troia. Sono uno scrittore e voglio onorare il suo mestiere di putta cattiva, di ragazzaccia, di bad girl cantata da Donna Summer e poi Jamiroquai. La verità rende liberi e non chiamandola escort salvo il suo cliente e salvo lei» (Camillo Langone, “Il Foglio”, 11 settembre 2009).
Troie, o vacche. Sono i gentili epiteti con cui i facoltosi clienti, nelle chat balzate alle cronache, si riferiscono alle ragazze reclutate per loro da un’agenzia di Cinisello Balsamo specializzata in eventi e procacciatrice di escort per calciatori, sportivi e imprenditori. Di seguito gli scambi su WhatsApp fra Alessio Salamone, factotum dell’agenzia dell’hinterland milanese, e due calciatori, uno dei quali è Alessandro Bastoni (indagato per il reato di prostituzione minorile).
21 giugno 2020. Il riferimento è alla gara di recupero fra Inter e Sampdoria, e per ritemprarsi dopo l’incontro una non basta. Bastoni: «Per il dopo partita (...) 2/4 a casa mia... beviamo là». Salamone: «Ma ci sei solo te a casa tua dopo? Giusto per capire chi portare». Bastoni, che ha fatto tre nomi: «Io non scopo stasera». Salamone: «Vabbe’ parlate un po’». Bastoni: «Deve tacere tutto eh. Mi raccomando (...). Almeno non lasciamo tracce».
10 luglio 2020. Salamone: «La minorenne credo che ti vuole chiavare. Mi chiede: “Cosa pensa di me Alessandro?”». Bastoni: «Oggi era carica? O non fa la troia?». Salamone: «Secondo me si vuole divertire, però oggi sta soft».
Fra giovedì e venerdì sono stati ascoltati come testimoni Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. 29 marzo 2025. Salamone: «Ceni stasera con le vacche?». Bonifazi: «Sì ma quello munto voglio essere io». Dalle vacche agli stravacchi.