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"Champagne", le origini della parola-simbolo di Peppino Di Capri

Tre passaggi estratti da altrettanti motivi intonati da Giuseppe Faiella per arrivare all'essenza semantica della bollicina francese
di Massimiliano Arcangeli domenica 12 luglio 2026

2' di lettura

«A St. Tropez / la gente si chiede perché / tu balli il twist / portando un vestito in lamé. / Vuoi sembrare ancor più bella / ma la moda è sempre quella se / tu balli il twist» (Saint-Tropez Twist, 1962). «Roberta, / ascoltami, / ritorna ancor ti prego. / Con te / ogni istante / era felicità, / ma io non capivo, / non t’ho saputo amar» (Roberta, 1963); «Champagne / per brindare a un incontro, / con te che già eri di un altro. / (...) / Lo so, / mi guardate, lo so, / vi sembro una pazzia / brindare solo senza compagnia. / Ma, ma io, / io devo festeggiare / la fine di un amore... / Cameriere, champagne» (Champagne, 1973).

Sono tre passaggi estratti da altrettanti motivi intonati da Giuseppe Faiella (in arte Peppino di Capri), l’ultimo dei quali è senz’altro il più famoso. Nel 1974 il regista Dino Risi lo avrebbe scelto per fare da ideale contrappunto in una scena di Profumo di donna, com’è stato scritto (Mordi e fuggi. La commedia secondo Dino Risi, a cura di Valerio Caprara, Venezia, Marsilio, 1993, p. 61), tra il «dolore impotente» degli ex-militari Fausto (Vittorio Gassman) e Vincenzo (Franco Ricci), due amici resi ciechi da un’esplosione durante la stessa esercitazione, seduti a tavola in un ristorante napoletano con affaccio sul mare, e la «terrestre sensualità» delle ragazze inseguite per gioco all’interno del locale dall’assistente di Vincenzo (Sergio Di Pinto).

Un anno dopo l’uscita di Champagne, al Festival di Sanremo, Antonella Bottazzi avrebbe cantato: «brinda Lola / e fiumi di champagne, / ridi e incanta tutti col tuo charme» (Per una donna donna). Avrebbero poi portato lo champagne, sul palco della manifestazione canora più longeva d’Italia, prima Il Cile («sei una Barbie sfregiata da una felicità / parziale / aiutata / da flûte di champagne», Le parole non servono più, 2013) e successivamente Mahmood («Beve champagne / sotto Ramadan, /alla tv / danno Jackie Chan», Soldi, 2019).

I primi erano stati Achille Togliani e Katyna Ranieri: «Ad un ballo mascherato / ricco e profumato / di fior, / ebbri di champagne e fumo / scesero in giardino / due cuor: / lei una dama, / lui un Pierrot» (No, Pierrot, 1953).

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