CATEGORIE

Perché la propaganda non colpisce i più poveri, ma più i ricchi e colti

Lo studioso Jacques Ellul, nella sua famosa opera dice cose molto diverse rispetto a quelle del dem Bonaccini
di Antonio Socci sabato 12 settembre 2026

3' di lettura

«Scoppiava nella via/ la bomba proletaria e illuminava l’aria/ la fiaccola dell’anarchia...». Sulle note della Locomotiva Francesco Guccini ha fatto cantare generazioni di compagni. Che lo hanno giustamente celebrato, anche alla sua morte recente, come un simbolo del loro mondo. Quella canzone rievocava i primi anni del Novecento, quando a sinistra stavano i lavoratori e a destra i borghesi. Invece oggi, come ha spiegato giorni fa Stefano Bonaccini, presidente del Pd, «chi sta peggio economicamente» non vota più a sinistra, ma a destra. Mentre a sinistra si trova la borghesia radical chic dei salotti, ci sono i benestanti della Ztl che leggono Repubblica, l’intellettuale (progressista), il professore (luogocomunista), il grosso editore (illuminato), l’attore (engagé), lo scrittore politicamente corretto, il giornalista “democratico e antifascista”, il cantante, specialmente se cantautore (a proposito: ieri il Corriere della sera, in un articolo sul suo testamento, scriveva che il patrimonio di Guccini è «stimato fra i 6 e i 10 milioni di euro»: è il giusto e ricco frutto di un’intensa e valida attività artistica). Insomma, a sinistra trovi coloro che stanno economicamente bene, anche molto bene.

Repubblica descrive gli elettori di Afd come bifolchi e poveracci

Quando la destra vince, è perché a votarla sono persone povere, con poca istruzione. Parola della sinistra...

LA LEZIONE DI ELLUL
Poi Bonaccini, in quella sua analisi, aggiunge che il voto a destra, oltreché da chi sta peggio, arriva in maniera maggioritaria da «chi ha poco studiato». In effetti le analisi sociologiche lo confermano. Ma, attenzione, sbaglierebbe chi interpretasse questo dato con il classismo tipico di certi intellettuali secondo i quali votano a destra gli ignoranti perché si fanno ingannare dalla propaganda. Non è affatto così. Anzi, un grande studioso, Jacques Ellul, nella sua famosa opera Propaganda, uno studio di quasi 500 pagine, dice cose molto diverse. Sorprendenti. L’uomo che sta economicamente male, o è addirittura in miseria, «non può essere oggetto di propaganda, tenuto in pugno, canalizzato, orientato». È solo con l’uomo benestante che «la propaganda avanzata può funzionare».Il povero giudica in base alle sue condizioni materiali: per esempio, se il suo quartiere è invaso da immigrati ed è diventato invivibile non lo accetta. Invece il benestante, che non prova sulla sua pelle i guai dell’immigrazione, giudica in base a schemi ideologici che lo fanno sentire illuminato, tollerante e cosmopolita: «La propaganda» scrive Ellul «è fatta per l’individuo dotato di un certo livello di vita». E «affinché possa ricevere la propaganda, l’individuo deve aver raggiunto un minimo di cultura».

Stefano Bonaccini ci ricasca: "Ecco chi vota per Afd", tutta la spocchia sinistra

Stefano Bonaccini rincara la dose. Ospite a Tagadà su La7, il presidente del Partito democratico torna sulla fras...

Anzi, più la propaganda è informata e fondata su dati, più attecchisce fra chi si ritiene colto: «L’intellettuale è più facilmente afferrato da quel tipo di propaganda» perché gli dà l’illusione di «conservare il proprio libero arbitrio». La propaganda «dà spiegazioni semplici, globali» e con slogan e luoghi comuni crea conformismo e un illusorio senso di appartenenza. Secondo Ellul «risponde al bisogno di condividere, al bisogno di comunità, alla necessità di fondersi in un gruppo, di adottare un’ideologia collettiva che arresti la solitudine. È una vera e propria terapia alla solitudine». Non solo. Per esempio «con il cinema permette allo spettatore di valorizzarsi attraverso la proiezione nella figura dell’eroe», inoltre «parla al mio buon senso, alla mia passione, provoca la mia collera e la mia indignazione. Risveglia il mio sentimento di giustizia o il mio desiderio di libertà. Mi fa sentire una passione violenta che mi porta fuori dal grigiore quotidiano». Infine – scrive Ellul - «la propaganda viene a rispondere su larga scala alla necessità di sfogarsi» e all’uomo, che nasconde i suoi sentimenti peggiori, «offre un oggetto d’odio (perché ogni propaganda è centrata su un nemico)». Non più «un odio vergognoso e malvagio che deve essere nascosto, ma un odio legittimo, che è giusto provare». Perché ci si sente il Bene e si considera il nemico come il Male. Ellul, che parla delle diverse ideologie e dei vari sistemi politici, fa riflettere sul presente? Giudicate voi.

tag
jacques ellul
francesco guccini
stefano bonaccini

Il caso Guccini Le case e le lancette

Cosa emerge dal passato... Lo strafalcione della Piccolotti torna virale: "Glielo dobbiamo imparare"

Snobismo rosso Stefano Bonaccini ci ricasca: "Ecco chi vota per Afd", tutta la spocchia sinistra

Ti potrebbero interessare

Le case e le lancette

Lucia Esposito

Lo strafalcione della Piccolotti torna virale: "Glielo dobbiamo imparare"

Stefano Bonaccini ci ricasca: "Ecco chi vota per Afd", tutta la spocchia sinistra

Morte Francesco Guccini, spunta un nuovo testamento: a chi va la sua eredità

La lezione di Giussani: si costruisce nell'unità

In accordo con l’editore, pubblichiamo uno stralcio del libro di Luigi Giussani «Il centro della vita. Il fa...
Luigi Giussani

La profezia di Oriana Fallaci che molti rinnegarono

Domani è l’11 settembre, l’11 settembre è sempre, ogni giorno, da un quarto di secolo esatto. ...
Giovanni Sallusti

La stanza di Urbania dove è racchiuso tutto il mondo

Nell’ambito del Palazzo Ducale di Urbania (Pesaro/Urbino), potete trovare presso il Museo Civico il primo Globo te...
Sergio De Benedetti

Oriana Fallaci, la malattia, la rabbia e l'orgoglio: l'ultima lettera senza sconti

Per i vent’anni dalla morte di Oriana Fallaci, arriva per la prima volta in libreria «La forza della passion...
Oriana Fallaci