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A lezione da insetti e piccoli animali

Torna in libreria un classico in cui il naturalista francese racconta l’amore per i tanti abitanti del giardino di casa. Senza dover andare nelle savane africane
di Bruna Magi lunedì 28 settembre 2026

3' di lettura

«Schiacciato come fosse un insetto». Quante volte lo abbiamo detto, senza neppure pensarci. Un’offesa cieca, stupida, rivolta aunmondo che atorto ci appare come infinitamente piccolo,privo di importanza, incapace di percezioni. Ma c’è stato uno scrittore naturista, scomparso nel ’55, che ha saputo raccontare gli insetti come può farlo soltanto un genio.Si chiamava Marcel Roland, e lo ha scritto in modo ineguagliabile, quasi avesse composto un’odissea del microcosmo, vitae avventure di esserini invisibili ai più. La casa editrice Gallucci lo riporta a noi con La grande lezione dei piccoli animali (pag. 253, euro 16,50)e una presentazione di Giorgio Celli, che scriveva «questo libro è in perfetto accordo con quanto ho sempre pensato, e cioè che per vedere la natura in azione non occorra andare nella savana del Serengeti, tra gli elefanti ei leoni, ma che basti esplorare tra i piccoli abitatori di un muricciolo bretone, che divide due campi coltivati, oppure fare del turismo casalingo nel piccolo giardino dietro casa”. Già, la lotta per la vita è uguale in ogni microcosmo, la predazione non è molto diversa da quella fra un leopardo e una gazzella».

NON SOLO LECCORNIE

Sì, Marcel aveva fatto proprio quello, con la scoperta della realtà delle chiocciole, vulgo lumache: «Fino ad allora questo gasteropodo non aveva evocato nel mio spirito che immagini culinarie, odorose d’aglio. È proprio così: molte sensazioni si ricostruiscono nella nostra memoria per effetto di un odore specifico che fa da eccitante e come da catalizzatore...L’umile e infelice chiocciola risponde al richiamo dell’aglio. Per qualcuno sarà il ricordo di un’osteriola accanto alle Halles dall’insegna luminosa che traccia una sigla rossa e blu nella nebbia, tra la zuppa al grano e i crauti». Ma con quale poetica tenerezza descriverà a seguire la deposizione delle uova delle chiocciole, che avviene in una sorta di nido scavato nel terreno. Quella che ha seguito lui compie il rito della sopravvivenza della specie sotto una romantica foglia di rabarbaro, «sfornando una grappolo di granelli bianco opachi: gettati su una superficie piana, rimbalzano senza deformarsi, si direbbero palle minuscole per il tennis delle talpe». E sappiate che quelle iridescenze lasciate strisciando vengono dalla bava ricca di sali di calcio, carbonato e fosfato, coloranti, e di una sostanza che riguarda soltanto loro, la conchiolina. E non potete neppure immaginare quali emozioni può trasmettere il centopiedi, con il quale l’autore ha una brutta conoscenza perché un esemplare è uscito a sorpresa da sotto un sasso egli ha piantato due microzanne nella mano. Vorrebbe ucciderlo con rabbia perché il veleno brucia, ma finisce per portarselo in casa, e studiare con calma quante zanne abbia in tutti quei piedini. E verificare come si svolgono gli accoppiamenti, visti tutti i segmenti che compongono il suo corpicino snodato.

ELEGANZA A STRISCE

Non ci sono soltanto gli esseri striscianti, in questo libro, ma anche quelli che si alzano in volo, come fa la vespa polistes impegnata a combattere contro la sua peggior nemica, la cinciarella azzurra. Anzi, nei suoi confronti l’autore ha persino un trasporto romantico, quando ne incontra una proprio all’altezza della testa, al riparo di un incavo di zinco sopra la porta della sua autorimessa, è sedotto dalla creatura dotata di macchie e strisce nere e giallo vivo, snella, elegante, una raffinata, tanto che gli viene spontaneo chiamarla “Finina”. Del resto Marcel Roland ha pietà persino delle cimici, il cui nome evoca una creatura piatta, nauseabonda e vorace che succhia il sangue altrui usando un implacabile rostro che incide le carni senza discriminazioni … Ma in nome della legge del contrappasso che si esprime anche in natura, c’è un’altra piccola creatura che invece di repulsione suscita le invidie di tutti, è il baco da seta, portato dalla Cina in Europa da due monaci bizantini con il primo gelso piantato ai tempi di Luigi XI, perché quei due, baco e gelso, camminano sempre di pari passo. Il baco da seta accompagna la storia con i fasti degli abiti nel mondo e le cadute mortali. Infine Marcel Roland non può esimersi dall’omaggio a Louis Pasteur, il signore dell’infinitamente piccolo, inventore della microbiologia.

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marcel roland

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