Roma, 23 set. (Adnkronos) - Se la legge di stabilita' non sciogliera' il nodo di un equa redistribuzione del reddito e non determinera' un taglio delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati i sindacati torneranno sul piede di guerra. A profilare l'avvio di una nuova stagione di mobilitazione e' il leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando al termine del direttivo della confederazione di Corso Italia. "Se la legge di stabilita' non sciogliera' il nodo sulle tasse di lavoratori dipendenti e pensionati non si potra' che procedere con una mobilitazione con Cisl e Uil", spiega puntando il dito contro il dibattito che si profila all'orizzonte sulla finanziaria 2014 e sul silenzio del governo sulla convocazione delle parti sociali. "La discussione che c'e' non ci convince, per usare un eufemismo, perche' ripropone uno schema di galleggiamento senza che emerga il vero profilo di questo Paese e le reali necessita' dei cittadini. Non si aggredisce inoltre quello che per noi e' il nodo fondamentale: una ingiusta redistribuzione del reddito per la quale serve, invece, una forte riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e i pensionati", aggiunge ribadendo come sul tema della redistribuzione del reddito "si giochera' il nostro giudizio sull'esecutivo". Non solo: "C'e' gia' un grande ritardo nel convocare le parti e nell'avviare la discussione", sottolinea sollecitando l'apertura di un confronto. E il taglio delle tasse sara', per la Cgil, il "punto dirimente", dice ancora Camusso convinta che "se ci fosse la volonta' politica ci sarebbero anche le condizioni per fare una legge di stabilita' in questa maniera". Una finanziaria che non porrebbe alcun problema quanto al rispetto dei vincoli europei e che si porrebbe "dentro agli schemi Ue".




