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Coronavirus, Conte adesso ha l'incubo recessione: "Perché dobbiamo fermare il panico"

Marco Rossi
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Giuseppe Conte con l'allarme coronavirus, sta facendo anche i conti del danno economico delle chiusure imposte nell' area colpita e le cautele estese a tutt' Italia (l' annullamento di convegni, fiere, eventi pubblici, gite scolastiche) è già difficile da calcolare. Ma unito a quello delle misure ingiustificate stabilite da altri Stati, e al serpeggiare della paura nella vita quotidiana di milioni di cittadini, potrebbe mettere in ginocchio il Paese rendendo ancora più complicata la gestione della crisi. Lo scrive Repubblica in edicola mercoledì 26 febbraio. Per approfondire leggi anche: Coronavirus, Attilio Fontana contro Giuseppe Conte I report economici arrivati sul tavolo del governo sono impietosi. Prevedono una nuova recessione e ricordano che le province colpite (Pavia, Lodi, Cremona e Milano) valgono il 12% del pil italiano e il 2% di quello dell' eurozona. "Solo nella zona rossa - spiega un ministro - ci sono 63 aziende medio grandi, senza contare negozi ed esercizi commerciali, con oltre 4000 occupati e 1,7 miliardi di fatturato nel 2019. Intervenire in modo drastico è stato fondamentale, ma le misure devono essere proporzionate e non controproducenti".

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