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Marchionne: "Italia Paese di gattopardi"

di Lucia Esposito domenica 7 settembre 2014

2' di lettura

"Non si può aspettare all’infinito che il sistema politico cambi". Lo ha detto l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne, a Cernobbio. «In questi anni - aggiunge - ho visto cambiare nulla o poco, non è successo assolutamente nulla finora".  L’Ad si sofferma sulle strategie di Fiat  nonostantr l’immobilismo del sistema politico, sottolineando che più volte ha cercato di spingere i Governi a fare qualcosa, ad esempio, per l’export. "Abbiamo - continua - fatto scelte coraggiose per compensare i gap strutturali del Paese, compreso uscire da Confindustria".  In particolare, Marchionne evidenzia come "da tempo che Fiat solleva il problema di facilitare i processi per le esportazioni e non è successo assolutamente nulla". Ecco allora che  "fare il primo passo è assolutamente ciò che ha fatto la Fiat. Ci siamo mossi da soli, abbiamo fatto scelte coraggiose e di rottura con il passato per compensare in parte il gap strutturale del Paese, compreso uscire da Confindustria per riacquistare una libertà di contrattazione con i nostri collaboratori".Se fossimo rimasti fermi - tiene a sottolineare - saremmo probabilmente falliti o nella migliore delle ipotesi prendere decisioni impopolari. Noi invece abbiamo cercato da soli di introdurre elementi di modernità".  Il consiglio - "Concludo con un consiglio non richiesto e un invito. I Mille giorni sono appena iniziati. Sarà la prova dei fatti a dare un giudizio. Ci troviamo pero’ con un governo giovane e con un gruppo di persone determinate a scardinare il sistema. Nella vostra lista, che sappiamo essere lunghissima, scegliete tre cose e poi passate alle tre successive. L’invito invece è quello di dimagrire e asciugare la presenza dello stato nella vita della gente e delle imprese». A Montezemolo -  Marchionne parla anche di Cordero di Montezemolo a margine del congresso.  "Io e Luca Cordero di Montezemolo siamo grandissimi amici ma quando ho letto le dichiarazioni, ho pensato che sono cose che non avrei mai detto su me stesso. Mi considero essenziale ma sono comunque al servizio dell’azienda. E concliude: "Ognuno è utile, nessuno è indispensabile.  Marchionne ha continuato spiegando che "crearsi una posizione o farsi delle illusioni al di fuori delle regole della dipendenza che esiste tra azienda e management è una cavolata che non esiste". In particolare, "Montezemolo ha fatto un grandissimo lavoro sui risultati economici della Ferrari. Poi c’è il tema dei risultati sportivi: sono tifoso da anni e vedere la Ferrari in queste condizioni pur avendo i migliori piloti del mondo, box efficienti, ingegneri veramente bravi e non vincere niente dal 2008...". C’è allora sul tavolo l’avvicendamento al vertice, gli è stato chiesto. E Marchionne si è limitato a ribadire che «c’è un problema da risolvere, va bene vendere macchine ma bisogna vedere anche la Ferrari vincente in Formula Uno. Non voglio più vedere le nostre macchine in settima o un undicesima posizione, mi dà un fastidio enorme».   

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