Milano, 10 giu. (Adnkronos) - "Accettando la vulgata monetaria abbiamo finito con compromettere il mercato interno, attenendoci ai dettagli di una austerita' fine a se stessa e accettando di ridurre il rapporto debito/pil asetticamente, senza una logica economica che accompagnasse questa scelta". Cosi' Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, in un passaggio del suo intervento all'assemblea generale di Assolombarda. Per Squinzi "il credo europeo dell'austerita' senza crescita ha finito con il travolgere anche il rapporto debito/ pil tradizionalmente considerato". Il presidente di Confindustria ha sottolineato che "il pil nazionale dipende in primo luogo dalle scelte di politica economica. Se il mercato interno non va, stretto da rigore, assenza di credito e conseguente blocco di investimenti, il pil per definizione crolla, senza responsabilita' delle imprese industriali".