(Adnkronos) - Allo stesso tempo si verrebbero a creare delle condizioni ottimali nelle zone settentrionali del Portogallo e della Spagna e nelle regioni atlantiche della Francia. Le nuove superfici, pero', sarebbero di gran lunga meno estese rispetto a quelle oggi coltivabili. La diminuzione di piogge e l'innalzamento delle temperature avrebbero un forte impatto anche sulla viticoltura. Le conseguenze toccherebbero molto da vicino le nostre produzioni con scenari difficilmente immaginabili. La coltivazione della vite nel Chianti, per esempio, potrebbe progressivamente trovare l'optimum climatico verso quote sempre piu' alte (dai 200 metri attuali ad intorno ai 450 metri entro poche decadi). E ancora, secondo le previsioni nel medio-lungo periodo (2050-2080), si potrebbe arrivare ad avere forti riduzioni. Un quadro ancora piu' critico si andrebbe a delineare nel sud della Francia (Provenza e nella zona del Languedoc) dove il surriscaldamento complessivo potrebbe portare alla scomparsa di alcune varieta' viticole. Sempre in Francia, cosi' come in Spagna nel 2050 le coltivazioni di viti seguirebbero quelle degli ulivi sul versante atlantico. (segue)