Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - Con oltre 8 milioni di multa l'Antitrust dimostra che le tante segnalazioni ricevute, tra cui anche quella della Cna - Fita dell'estate del 2011, erano piu' che motivate e documentavano quanto il caro traghetti fosse causato non da oggettive condizioni di mercato bensi' da un cartello anticoncorrenziale delle maggiori compagnie di navigazione. A sottolinearlo e' la stessa Cna - Fita che "da oltre due anni sta insistendo sul tema dei costi massimi e sulla necessita' di liberalizzare settori strategici per la competitivita' di tutto il sistema produttivo italiano". Il caro traghetti, negli ultimi anni, rileva Cna-Fita, ha assunto l'insostenibilita' di altri aumenti come il caro gasolio, il caro pedaggi o il caro assicurazioni che mostrano quanto in Italia, in certi settori, la libera concorrenza sia ancora un problema. "Siamo molto soddisfatti -commenta il presidente Cinzia Franchini- perche' la nostra associazione, con largo anticipo, ha saputo attivarsi nelle sedi opportune aggiungendo la sua denuncia a quella delle altre associazioni dei consumatori. Oggi con questa multa -aggiunge- l'autotrasporto ha saputo spuntare un risultato concreto per le sue ragioni premiando un lavoro di denuncia documentata che va avanti dall'estate del 2011". Cna-Fita, conclude la nota, "si augura che gli armatori, dopo questa sentenza, possano rivedere i prezzi facendo diminuire il costo complessivo dei servizi di traghettamento accogliendo in questo modo l'allarme che le imprese di autotrasporto sarde stanno lanciando da molto tempo".