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Pa: Garante privacy, trasparenza non sia pregiudizio per fasce deboli

domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

Firenze, 24 ott. - (Adnkronos) - La trasparenza della pubblica amministrazione non deve trasformarsi in un pregiudizio per le fasce più deboli. Lo ha affermato Licia Califano, Componente dell'Autorità Garante per la privacy, nel seminario organizzato dalla stessa Autorità nell'ambito della XXX Assemblea Anci, in corso a Firenze. Il seminario era dedicato proprio al tema del corretto bilanciamento tra le finalità connesse alla pubblicazione delle notizie sull'attività amministrativa e il diritto alla riservatezza e alla dignità delle persone. Califano ha messo in guardia dai rischi per la vita privata di una diffusione indiscriminata e generalizzata di dati personali "basata su un malinteso e dilatato principio di trasparenza". E ha posto l'accento sulla necessità che l'accessibilità alle informazioni del settore pubblico si coniughi con la tutela della privacy dei cittadini, a partire da quelli che ricevono sussidi economici pubblici perché versano in particolari condizioni di bisogno e disagio sociale. La professoressa ha ricordato i profili problematici sollevati dal Garante e i suggerimenti accolti dal Governo riguardo alle nuove norme sulla pubblicità e trasparenza recentemente entrate in vigore con il decreto legislativo n. 33/2013. L'originario impianto delle norme, infatti, prevedeva l'obbligo di pubblicazione di qualsiasi informazione senza particolari filtri, e si sarebbe quindi rivelata fortemente lesiva della dignità degli interessati. L'intervento del Garante ha invece evitato che venissero diffusi dati sullo stato economico-sociale dei più bisognosi, ma soprattutto ha imposto il divieto di pubblicare dati "supersensibili", come quelli sulla salute. Il governo ha anche accolto il suggerimento del Garante di rendere anonimi dati personali contenuti nei documenti per i quali è prevista una pubblicazione facoltativa da parte delle Pubbliche amministrazioni. (segue)

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