Roma, 11 dic. (Adnkronos/Labitalia) - Le famiglie italiane non sono più in grado di sostenere incrementi della pressione fiscale e riducono progressivamente le risorse destinate ai consumi essenziali. Lo denuncia Centromarca, anche sulla base dei risultati delle indagini svolte da Ref Ricerche e Iri, e diffuse oggi a Roma nel corso di un incontro cui hanno preso parte i vertici delle associazioni dei consumatori ed esponenti del mondo politico. In due anni, per effetto dei soli aumenti Iva, è stato bruciato un miliardo di euro in mancati acquisti. Solo la costante offerta di convenienza, spiega Centromarca, frutto dello sforzo congiunto dell'industria di marca e della moderna distribuzione, sta contribuendo a contenere la perdita dei volumi, ma a discapito della marginalità e quindi delle possibilità d'investimento delle imprese. "La normalizzazione del ciclo economico, prevista per il 2014, non sembra sufficiente -rileva il presidente di Centromarca, Luigi Bordoni- a stimolare la ripresa degli acquisti di prodotti confezionati di largo consumo. Servono scelte decise: al governo chiediamo interventi urgenti a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie, che sia cancellata qualsiasi ipotesi di aumento della tassazione sui consumi e che sia valutato in tutta la sua importanza l'enorme sforzo compiuto dall'industria e dalla distribuzione moderna per garantire alle famiglie un'offerta conveniente. Nel 2013 le famiglie italiane hanno potuto così risparmiare mediamente 228 euro sull'acquisto dei beni di base, pari a circa il 9% dell'investimento annuale in consumi essenziali". (segue)