(Adnkronos) - Il progetto ha l'obiettivo di attuare interventi per la conservazione della residua popolazione di Caretta: ripristino degli habitat di nidificazione in settori costieri strategici per la nidificazione (spiagge e duna); mitigazione delle minacce legate alle attività antropiche (dall'inquinamento luminoso che disorienta le tartarughe appena nate provocandone la morte, alla pulizia meccanica delle spiagge che ne minaccia i nidi); riduzione della mortalità causata da catture accidentali nelle attività di pesca ed elaborazione di un modello per la gestione delle aree di pesca; campagna di comunicazione volta alla sensibilizzazione dei cittadini e dei pescatori per un approccio rispettoso dello sfruttamento delle risorse marine. Gli effetti positivi di tali interventi non andranno solo a beneficio di Caretta e del suo habitat, ma anche della popolazione. La riqualificazione naturalistica delle spiagge, ad esempio, implica ricadute positive in termine di attrattività turistica del settore costiero, anche per il grande valore d'immagine (un "brand" si direbbe oggi) che comporta la presenza della tartaruga marina. La fama nazionale di quest'area, come sito di nidificazione nazionale di Caretta, è peraltro cresciuta, a livello nazionale e internazionale, nell'ultimo decennio proprio in conseguenza dei risultati del progetto di ricerca dedicato alla specie (Progetto TartaCare Calabria) promosso e coordinato dall'Università della Calabria. L'attuazione di questo progetto potrebbe quindi segnare un modello innovativo, a livello regionale, per le politiche di conservazione e la gestione delle risorse naturali, conciliando le esigenze di tutela delle specie e degli habitat con approcci rispettosi di fruizione delle risorse, forieri anche di benefici economici per le comunità locali.