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Crisi: Unioncamere, in Veneto in 5 anni persi 23 mln di pil. Nel 2013 -1,2% (3)

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - L'aumento dell'aliquota Iva al 22%, che scattera' il prossimo primo luglio a meno che il Governo non individui le risorse necessarie (2 miliardi nel 2013, 4 miliardi dal 2014), comporteranno un'ulteriore contrazione di consumi e investimenti: i consumi fletteranno di 122 milioni nel 2013 e di 259 milioni nel 2014, mentre gli investimenti si ridurranno di ulteriori 80 milioni quest'anno e di 157 milioni nel 2014. Nel complesso, il Veneto perderebbe un'ulteriore quota di Pil, stimata in 211 milioni per il 2013 e in 421 milioni dal 2014. L'aumento dell'Iva farebbe inoltre crescere l'incidenza di tale imposta sul reddito disponibile delle famiglie venete, passando dall'attuale 15,6% al 16,1%: lo scostamento sarebbe, in media, pari allo 0,47%. Gli effetti sarebbero piu' pesanti per le famiglie con reddito basso: +0,82% per i nuclei familiari situati nel primo decile, mentre si ridurrebbe al +0,16% per le famiglie nel decile piu' ricco. Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto spiega: "Il 2012 e' stato un altro anno di recessione, ma anche il 2013 sara' difficile. L'economia del Veneto sta attraversando la crisi piu' lunga della sua storia. Se l'inversione di tendenza ci sara', sara' sicuramente piu' spostata verso fine anno e comunque legata ad auspicabili politiche per la crescita decise in ambito europeo. Finche' l'Europa continuera' ad imporre solo politiche economiche volte al contenimento dei debiti sovrani e al risanamento dei conti pubblici nazionali, difficilmente potra' esserci spazio per un vero rilancio. Il Fmi ha dimezzato anche le previsioni 2013 sul Pil della Germania. Un chiaro effetto del "risanamento eccessivo" imposto ai Paesi periferici, al quale sara' necessario rinunciare se si vogliono evitare significativi rischi sulle prospettive dell'economia europea. E' intorno all'impresa e al lavoro che il Veneto ha costruito tutti i suoi primati, ma oggi non basta piu'. Anche il sistema pubblico deve fare la sua parte. Su questo si gioca il futuro del sistema economico e il benessere sociale del territorio".(segue)

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