(Adnkronos) - Secondo Maroni, il Parlamento che non fa le leggi e un Governo Ue fatto di commissari che non vengono eletti "non rafforza le Istituzioni europee. E infatti -ha osservato- in tutto il Continente stanno nascendo formazioni politiche euro-critiche ed euro-scettiche. Partiti e movimenti che non vedono l'Europa, come invece penso io, come un'opportunita', ma come un limite". In questo quadro europeo, ha rilevato il governatore, "gli Stati membri hanno molta resistenza nel cedere sovranita'. E cio' va di pari passo con la difficolta' che hanno nel cedere sovranita' verso il basso, al territorio. E' una cosa di cui noi soffriamo". "In Italia si e' fatto un tentativo con la riforma del Titolo V della Costituzione -ha sottolineato Maroni- ma il risultato e' stato pasticciato. Ha portato qualche vantaggio, ma ha anche aumentato i conflitti fra le Regioni e lo Stato, come dimostrato dai tanti ricorsi alla Corte costituzionale sulle attribuzioni di competenza, lasciando nelle mani nella Magistratura delle decisioni che spetterebbero alla politica. E per la politica non c'e' nulla di peggio che delegare ad altri cio' che e' di sua spettanza". Nel suo intervento Maroni ha poi ricordato che l'anno prossimo ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo che rappreentato "una grande occasione, che potrebbe essere sfruttata per abbinarvi un referendum consultivo, come nel 1989, quando venne chiesto al popolo italiano se era d'accordo nell'attribuire al Parlamento europeo dei poteri costituenti. La gente a stragrande maggioranza -ha ricordato- rispose di si'. Purtroppo non e' seguito un analogo processo. Conosco bene resistenze e difficolta', ma penso che ci possa essere uno spazio di miglioramento per andare in quella direzione, per attuare il principio di sussidiarieta' e dare piu' poteri alle Regioni".