Venezia, 21 giu. - (Adnkronos) - Dal disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico alle sabbie bituminose che in Canada minacciano la salute dei di nativi nord americani; dalla montagna di piombo del nord dell'Argentina a Chernobyl e Fukushima. E' stata definita "la sporca dozzina" ed e' la lista delle 12 storie esemplari scelte dalla Fondazione Sejf (Supranational Environmental Justice Foundation) per raccontare alcune delle piu' gravi criticita' ambientali che, in presenza di una legislazione internazionale piu' efficace, potevano essere evitate o per le quali si sarebbe potuto risarcire in modo adeguato il danno provocato. I dodici 'hotspot dell'ecocidio' sono stati presentati oggi a Venezia nel corso del convegno internazionale "Ambiente e salute: verso una giustizia globale" alla presenza, tra gli altri, del presidente di Sejf Antonino Abrami, il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel, il ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il vicepresidente del Tribunale internazionale dell'Aja Cuno Tarfusser e Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale Permanente dei Popoli, assieme a magistrati e giuristi provenienti da aree del mondo colpite da danni ambientali e sanitari che necessitano dell'intervento di una Corte di Giustizia Internazionale. Partendo da casi emblematici come quelli presentati oggi, da alcuni anni la Fondazione Sejf sta portando avanti un complesso lavoro legislativo e diplomatico per raggiungere due fondamentali obiettivi: estendere le competenze della Corte Penale Internazionale dell'Aja ai piu' gravi reati ambientali cosi' da poterli giudicare quali crimini contro l'umanita', e istituire il Tribunale Penale Europeo dell'Ambiente per rendere omogeneo il contrasto dei crimini e l'applicazione delle pene sul territorio europeo e, soprattutto, rendere possibile l'applicazione delle sanzioni.(segue)