Genova, 22 giu. - (Adnkronos) - L'Italia e' terra di imprenditori ma, secondo l'Ufficio Studi di Confartigianato, chi vuole avviare o chi conduce un'azienda trova un ostacolo nel contesto, tutt'altro che favorevole, specialmente per quanto riguarda i rapporti con la burocrazia. E, spesso, emigra. Confartigianato osserva che nella classifica sulla facilita' di fare impresa contenuta nel Doing Business 2013 della Banca Mondiale, l'Italia si colloca al 73° posto, confermandosi quindi come contesto "ostile". Cio' che fa perdere posti all'Italia in questa particolare classifica sono principalmente l'inefficienza dei numerosi processi di interazione tra pubblica amministrazione e imprese. "Ogni giorno - commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria - rappresenta una sfida per una piccola impresa, che non sempre riesce ad avere la meglio nella difficile battaglia contro la burocrazia. Per questo, per esempio, in Italia, ogni giorno, chiudono in media tre aziende artigiane, nel saldo tra aperture e cessazioni". Sempre piu' spesso, per vincere sulla burocrazia, molti imprenditori nostrani decidono di emigrare in contesti piu' favorevoli, magari a pochi chilometri di distanza dalla citta' di origine. "Di frequente - spiega Grasso - sento artigiani liguri che scelgono la vicina Francia per aprire una nuova attivita' o per trasferire parte della propria azienda che in Italia non riescono piu' a tenere aperta per i troppi vincoli burocratici. Questo e' un fenomeno che ci preoccupa perche' rischia di privare la nostra regione di quelle micro imprese che costituiscono l'ossatura del nostro tessuto produttivo, con conseguenze disastrose anche sull'occupazione". (segue)