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Atac: Trambus Open, pronti a fare ricorso su licenze bus turistici

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - "In relazione a notizie di stampa che presentano in maniera incompleta le vicende di Trambus Open (To), la societa' controllata da Atac che gestisce i servizi di bus turistici, Atac spa sottolinea che il nuovo vertice aziendale, nominato nel settembre 2012, si e' subito messo al lavoro per risolvere alcune criticita' 'storiche' riguardanti l'azienda, a cominciare dalle modalita' di selezione del partner privato, risalenti al 2003, che una sentenza dell'Antitrust ha ritenuto improprie, conducendo all'emanazione di una sanzione amministrativa". Lo comunica l'Atac in una nota. "Il management di Atac, preso atto di quanto stabilito dall'Antitrust, si e' attivato per sanare il vulnus giuridico - prosegue - seguendo proprio il percorso stabilito dall'Autorita' per la concorrenza, ovvero arrivare all'uscita dall'azienda del socio privato che consentirebbe a Trambus Open di mantenere il diritto a esercire le linee turistiche. A tal fine Atac ha iniziato una trattativa con il socio privato per arrivare all'acquisizione delle quote, grazie anche al fattivo sostegno della precedente amministrazione comunale, che tuttavia non si e' ancora conclusa e al termine della quale Atac presentera' al nuovo sindaco una puntuale relazione per arrivare a una decisione condivisa sul futuro della societa' e dei suoi lavoratori". "Relativamente all'andamento economico di Trambus Open - prosegue l'Atac - i notevoli cambiamenti di mercato intervenuti dal momento della sua costituzione ad oggi hanno eroso i margini della societa', conducendo a una perdita di esercizio di un milione di euro negli anni 2010 e 2011 e di circa due milioni nel 2012. Questi risultati hanno indotto il management di Atac a ripensare drasticamente la strategia di gestione. Attesa l'impossibilita' di arrivare a una a ricapitalizzazione della societa', si e' deciso, nel febbraio scorso, la messa in liquidazione. Un passaggio tecnico, preludio del rilancio, che ha permesso di impiantare un nuovo piano industriale che prevede importanti recuperi di produttivita', nell'ordine del 30%, e che ha gia' dato, nei primi mesi successivi alla liquidazione, notevoli risultati di efficientamento". (segue)

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