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Crisi: Api Torino, pmi ancora in affanno, permane incertezza anche per 2014

domenica 22 dicembre 2013

2' di lettura

Torino, 16 dic. - (Adnkronos) - Piccole e medie imprese torinesi ancora in affanno con ordini e fatturato ancora in fase di stallo. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale dell'Ufficio Studi di Api Torino che ha esaminato la situazione sul secondo semestre del 2013 e le prospettive per il 2014. "L'indagine - commenta il presidente di Api Torino Fabrizio Cellino - conferma che i timidi segnali di ripresa che stanno emergendo devono essere ancora confermati e poi aiutati. Le imprese non possono essere lasciate da sole di fronte alle difficoltà ne' possono essere prese in giro con provvedimenti come quello recentemente adottato sullo slittamento dei versamenti fiscali con conseguente aumento delle aliquote ma devono essere messe in condizione di produrre in maniera efficiente". In particolare, per quanto riguarda l'anno che sta per aprirsi, l'indagine rileva che il livello di fiducia per il primo semestre 2014 è guidato da un generale stato di incertezza: sulle previsioni pesa infatti la persistente debolezza della domanda interna che riguarda soprattutto i settori delle costruzioni e del commercio. Per il primo semestre del 2014, inoltre, sale al 33,2% la percentuale di imprenditori che prevede l'utilizzo degli ammortizzatori sociali mentre i nuovi investimenti si riducono al 39,2% dei casi. Al contrario, il 60,8% gli imprenditori non ne ha programmati: nel 42,7% dei casi si tratta di imprese che non hanno realizzato investimenti nemmeno nel periodo luglio-dicembre 2013. alla rilevazione relativa all'ultimo semestre 2013, emerge che l'attuale livello di ordini raccolti dalle imprese garantisce attività nei limiti di appena 30 giorni per ben il 45% delle aziende, per il 33,1% si arriva fino a 3 mesi, mentre solo per l'8% la copertura è superiore a 6 mesi. Per il 26,8% delle imprese gli ordini sono aumentati, mentre si sono ridotti per il 30,5%. In controtendenza le imprese che operano anche sui mercati esteri che hanno registrato una situazione migliore delle altre. Per quanto riguarda la produzione, nel secondo semestre 2013 per il 27,2% delle imprese manifatturiere il livello della produzione è aumentato, segnando un saldo positivo, pari a +2,2%, in miglioramento rispetto al precedente saldo pari a -17,9%. Ancora una volta è stata determinante la domanda dei mercati esteri. Infine, per quanto riguarda occupazione e investimenti, la prima segnala una maggiore stabilità, mentre il 44,4% degli imprenditori ha realizzato nuovi investimenti negli ultimi sei mesi, in lieve aumento rispetto al 42,2% del semestre precedente.

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