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Rifiuti: Comuni Ricicloni, e' al 37,6% la raccolta differenziata in Abruzzo

domenica 22 dicembre 2013

2' di lettura

Roma, 18 dic. - (Adnkronos) - La percentuale media abruzzese della raccolta differenziata è pari a 37,6% ed ha raggiunto un livello in linea con la media nazionale dei rifiuti raccolti. Il dato emerge dal rapporto 2013 di "Comuni Ricicloni" di Legambiente che a Pescara ha premiato i 35 Comuni abruzzesi che risultano aver raggiunto l'obiettivo del 65% di Rd. Nel rapporto 2013 di Legambiente il dato di raccolta differenziata medio regionale dell'anno 2012 è ancora sotto di circa 30 punti percentuale rispetto alla soglia di legge, con prestazioni medie al di sopra del 46% (conseguite nei territori delle province di Chieti e Teramo) o inferiori al 30% (nei territori delle province di Pescara e L'Aquila). Si evidenziano, tuttavia, margini tecnici ed economici di miglioramento, anche grazie agli incentivi messi in campo dalla Regione Abruzzo. L'obiettivo del 65% di raccolta differenziata è stato perciò conseguito dall'11,48% dei 305 Comuni abruzzesi. I 35 Comuni premiati sono: Goriano Sicoli (con l'82,92% della raccolta differenziata), Massa D'Albe, Fara San Martino, Turrivalignani, Torre de' Passeri, Secinaro, Molina Aterno, Giuliano Teatino, Torrevecchia Teatina, Pratola Peligna, Torano Nuovo, Castel Di Ieri, Canzano, Cansano, Civitella Roveto, Pettorano sul Gizio, Orsogna, Balsorano, S. Egidio Alla Vibrata, Raiano, Crecchio, Pacentro, Acciano, Cocullo, Manoppello, Prezza, Tossicia, Montefino, S. Omero, Corfinio, Gagliano Aterno, Cepagatti, San Valentino in A.C., Castelvecchio Subequo ed Anversa degli Abruzzi (65,38%). Una menzione speciale ai 16 Comuni che fanno parte del consorzio Cogesa, per l'ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Secondo Giuseppe Di Marco, neodirettore di Legambiente Abruzzo, "bisogna accelerare verso uno scenario di gestione 'integrata', che assuma a riferimento il bacino regionale. È una possibilità concreta, vista la costituzione dell'Ato unico: un nuovo scenario, che potrà favorire da un lato l'ottimizzazione della gestione del Pubblico, e dall'altro lo sviluppo della filiera industriale del riciclo e del recupero di materia nell'ottica della Green Economy. Questo aprirà a nuovi mercati, che porteranno gli investimenti privati fuori dalla cultura della discarica".

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