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Casa: Toscana, proposta di legge regionale Pd per le fasce deboli (2)

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Il sostegno che si propone è sia “normativo” che “finanziario”: se da un lato infatti si prevede una regolamentazione più specifica per questi soggetti, condizionando le agenzie partner nel pubblico per le politiche per la casa alla previa acquisizione di un accreditamento regionale, per uniformare caratteristiche e tipologie di chi opera in questa veste, dall’altro si indica anche la costituzione, con la prossima finanziaria regionale, di un fondo triennale, della complessiva entità di tre milioni di euro, per il cofinanziamento dell’attività delle agenzie accreditate, relativamente alla gestione delle stesse, all’attività di informazione, alla gestione dei fondi di garanzia. Il tutto nell’ottica di lavorare in una sinergia sempre più stretta con gli operatori pubblici delle politiche sociali e per la casa, riconoscendoli come strumenti essenziali di sostegno al soddisfacimento dei bisogni abitativi delle fasce deboli della popolazione, così come già riconosciuto dagli attuali strumenti di programmazione regionali: la proposta introduce infatti anche il principio dell’impegno della Regione al sostegno alla messa in rete delle agenzie accreditate, nell’ottica di una massimizzazione della capacità di risposta al bisogno regionale di abitare, nonché un’esplicita modifica alla legge regionale 75/2012 per l’inserimento delle agenzie sociali accreditate nelle ’commissioni territoriali per il contrasto del disagio abitativo’, giusto il ruolo che l’accreditamento regionale comporta per le agenzie in termini di soggetti attivi delle politiche pubbliche regionali integrate per la casa. “Questa proposta di legge è il risultato di moltissimi incontri in tutta la Toscana: ci siamo resi conto che le Agenzie per la casa già operavano nei territori nell’ambito degli enti locali o del no profit, funzionando bene e si proponevano come via alternativa per risolvere l’emergenza casa, oltre all’edilizia residenziale pubblica. - spiega Ruggeri - C’è bisogno quindi di una normativa che regoli questo strumento e di un finanziamento che consenta ad esso di diventare sempre più strutturato”. (segue)

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