Roma, 20 nov. (Adnkronos)- "Il provvedimento di sequestro preventivo da parte dell'Autorita' Giudiziaria per gli impianti delle 'aree a caldo'" dello Stabilimento siderurgico Ilva di Taranto" ed i "provvedimenti di custodia cautelare degli ex vertici" dell'Azienda "sono basati su perizie acquisite su un incidente probatorio in cui una parte importante hanno la perizia chimica e la perizia epidemiologica disposte dal Gip, che sono da considerarsi totalmente inaffidabili". E' quanto afferma l'Ilva nella nota in cui annuncia di aver depositato l'istanza di dissequestro dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto che la Procura ha posto sotto sequestro lo scorso 26 luglio. "I livelli di Pm10 registrati a Taranto, peraltro inferiori rispetto a moltissime altre citta' italiane ed estere, -si legge nella nota che riporta uno stralcio dell'istanza di dissequestro depositata dai legali dell'Ilva- non possono essere considerati responsabili di presunti eccessi di patologie che sono state stimati su base statistica utilizzando parametri che l'Oms considera come 'obiettivo' da raggiungersi in futuro ma non nei prossimi anni, ma che non sono ne' reali ne' in vigore in nessun Paese, mentre l'aumento di alcune patologie tumorali (come ad esempio il mesotelioma, che ha un periodo di latenza a volte di oltre trent'anni) sono sicuramente ascrivibili a un periodo di sedimentazione piu' lungo rispetto ai tempi prospettati dalle Autorita' e alle emissioni dell'Ilva, quindi ad una gestione precedente a quella dell'attuale proprieta' e ad altre entita' presenti sul territorio ove l'utilizzo dell'amianto e' stato assai piu' massiccio di quanto non sia stato per l'Ilva". "L'Ilva peraltro ormai da molti anni ha provveduto a una massiccia campagna di rimozione dell'amianto utilizzato dalle precedenti gestioni" si legge ancora.