Un'imposta progressiva sui patrimoni netti superiori ai 2 milioni di euro e una riforma della tassazione sulle successioni. È questa la proposta presentata dal comitato "1% Equo" presso la Corte di Cassazione. Il comitato, composto da oltre 30 persone tra economisti, accademici e rappresentanti della società civile, ha però bisogno per far arrivare all'esame del Parlamento di raccogliere almeno 50.000 firme entro il 15 novembre.
Ma cosa c'è davvero nella proposta? L'imposta sul patrimonio netto - è l'idea spiegata da Brocardi.it - si attiverebbe oltre la soglia di 2 milioni di euro, con esclusione della prima casa. L'aliquota non è unica, ma cresce al crescere della ricchezza: si parte dall'1 per cento per i patrimoni compresi tra 2 e 5 milioni, per salire all'1,7 nella fascia successiva fino agli 8 milioni, al 2,1 tra 8 e 20 milioni, fino ad arrivare al 3,5 per i grandi patrimoni che eccedono i 20 milioni di euro.
Il meccanismo è dunque quello della progressività per scaglioni e, stando alle stime, coinvolgerebbe tra le 200.000 e 500.000 persone, con un gettito potenziale stimato tra i 26 e i 60 miliardi di euro annui. Altro discorso per l'imposta di successione. Quest'ultima prevede un'aliquota dell'8 per cento per i trasferimenti fino a 500.000 euro e del 15 oltre il milione di euro in linea diretta, con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Verrebbero inoltre eliminate alcune agevolazioni attualmente previste per la trasmissione di aziende e partecipazioni societarie di natura familiare. Il maggior gettito stimato da questa componente della riforma si attesterebbe tra i 5,5 e gli 8 miliardi di euro. Tutti soldi che i promotori puntano a investire nella sanità pubblica, nell'istruzione, nelle politiche abitative e nella tutela ambientale e sostegno alla disabilità.