(Adnkronos) - 'E' necessario favorire le relazioni di filiera - ha detto Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana -, far avanzare l'esperienza dei Pif (Progetti Integrati di Filiera), incentivare la crescita e il rafforzamento delle forme aggregative dei produttori e del prodotto. E poi bisogna sostenere le forme di valorizzazione e tracciabilita' dei prodotti locali; in sostanza, attivare tutti gli strumenti possibili per rendere piu' competitiva la filiera ortofrutticola toscana e - ha sottolineato Pascucci - per dare maggiori garanzie di prospettiva e di reddito ai produttori". Al di la' dei numeri, sono comunque importanti la qualita' delle produzioni, la tipicita', la specializzazione produttiva, l'estrema varieta' di specie coltivate nei diversi territori. Il numero delle aziende prevalentemente impegnate nel settore e la loro concentrazione in alcune aree tradizionalmente vocate alle produzioni ortofrutticole, da luogo a sistemi produttivi qualificabili come veri e propri "distretti produttivi" dove operano strutture economiche, prevalentemente cooperative, ma anche altri operatori commerciali. Cinzia Pagni, vicepresidente della Cia Toscana ha sottolineato come il settore ortofrutticolo sia strategico per l'agricoltura toscana ma che serva un impegno unitario del mondo agricolo, per dare dignita' al lavoro degli agricoltori e garantire reddito. (segue)