Taranto, 23 nov. (Adnkronos) - "Noi abbiamo un sogno: se e' stato possibile far rinascere la Ruhr, e' possibile far rinascere Taranto e altre zone italiane, come la Valle del Sacco, che oggi sono inquinate ma che le bonifiche possono riconquistare a un futuro sostenibile difendendo l'ambiente e la salute". Lo afferma il presidente dell'associazione ambientalista Peacelink, Alessandro Marescotti. Una rappresentanza dell'organizzazione si trova in questi giorni a Colleferro, in provincia di Roma, per studiare, in un convegno nazionale sulle bonifiche (23-25 novembre), l'esperienza di bonifica della Ruhr e incontrare Hanns-Dietrich Schmidt, responsabile dei rapporti internazionali del distretto della Ruhr nella Nordrhein-Westfalen in Germania. Il progetto Ruhr e' ritenuto un esempio d'intervento unico nel suo genere e un modello di riferimento per chiunque voglia far rinascere ex territori industriali. PeaceLink portera' l'esperienza di Taranto, alla luce della necessita' della bonifica dell'area dell'Ilva. Per PeaceLink partecipano Fulvia Gravame e Lidia Giannotti. La bonifica puo' rappresentare per Taranto "un modello virtuoso", sottolinea Marescotti. Con il declino delle industrie minerarie e pesanti degli anni '70-'80, tutto sembrava compromesso: colline cosparse di scorie industriali, ruderi di fabbriche dismesse, tracciati ferroviari fuori uso e, soprattutto, il rischio di una declino economico irreversibile. "Le somiglianze tra il dramma vissuto oggi a Taranto e quelli della Ruhr - spiega - sono innumerevoli. Il fiume Emscher che attraversa la Ruhr era stato trasformato in una discarica a cielo aperto e tutta l'area era intrisa di inquinanti persistenti". (segue)