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Turismo: Perugia, da associazioni 500 firme per no a tassa soggiorno

domenica 16 settembre 2012

2' di lettura

Perugia, 13 set. (Adnkronos) - Continua la battaglia delle associazioni di categoria - Federalberghi / Confcommercio, Confindustria e Confesercenti - nei confronti dell'imposta di soggiorno. In un incontro che si e' svolto presso il Comune di Perugia, un gruppo di imprenditori accompagnati dai responsabili delle tre organizzazioni hanno incontrato il sindaco della citta' Wladimiro Boccali e l'assessore al bilancio Livia Mercati, ai quali hanno consegnato 500 firme contro l'introduzione dell'imposta di soggiorno raccolte, tra titolari e dipendenti, presso le strutture ricettive del Comune di Perugia. Strutture che in molti casi si sentono addirittura a rischio sopravvivenza, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro. Scongiurata l'entrata in vigore dell'imposta di soggiorno per il 2012, oggi si pone il problema della sua eventuale introduzione per il prossimo anno. Un rischio che le tre associazioni non vogliono correre per non peggiorare la situazione di un settore che sta pagando il prezzo altissimo della crisi. Da gennaio a luglio 2012, nel Comune di Perugia, a una sostanziale stabilita' del numero degli arrivi di turisti italiani e stranieri rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente (0,64%) ha corrisposto un calo molto sensibile nel numero delle presenze turistiche ( -5,48% ), al quale ha contribuito in maniera decisiva il cedimento sul fronte degli stranieri ( -7,16% ). "Alla riduzione dei fatturati - hanno sottolineato gli imprenditori - si e' accompagnato un inasprimento della pressione fiscale anche in ambito locale, per effetto di tasse e tariffe (sugli immobili, per il servizio rifiuti, affissioni…) che penalizzano le strutture ricettive anche rispetto ad altri comparti dell'economia. "Imporre l'imposta di soggiorno, in queste condizioni, avrebbe effetti devastanti, con la prevedibile fuga dei turisti verso Comuni limitrofi esenti. La scelta di non imporre l'imposta potrebbe, al contrario, diventare una specificita' caratterizzante l'offerta turistica Umbria, da spendere in fase di promozione".

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