Roma, 14 set. - (Adnkronos) - "Allora, chi aveva ragione quando dicevamo che Marchionne si stava preparando a non rispettare gli impegni? Chi aveva ragione quando dicevamo che i referendum di un paio di anni fa negli stabilimenti Fiat, per accettare condizioni peggiorative del contratto collettivo di lavoro, erano una truffa?". E' il duro commento di Felice Belisario capogruppo al Senato dell'Italia dei Valori dinanzi alle notizie che arrivano dal Lingotto. Belisario ricorda che "in campo sindacale soltanto la Fiom 'oso"' ribellarsi, in Parlamento soltanto l'Italia dei Valori rifiuto' di credere alle promesse da Pinocchio dell'amministratore delegato di Fiat". "L'operazione di dividere il sindacato alla Fiat riusci' benissimo e Marchionne convinse Cisl e Uil a firmare un accordo capestro" ricorda il senatore Idv. "Marchionne garanti', in quella fase, che il progetto 'Fabbrica Italia' (20 miliardi in ricerca e sviluppo) era ancora in piedi, ma che per investire quei soldi aveva bisogno della firma di quell'accordo. Ogg - spiega Belisario - fa sapere che quello non e' un impegno assoluto perche' le condizioni del mercato sono cambiate". Per Belisario "Bonanni e Angeletti anche questa volta stanno facendo i pesci in barile. A questo punto le ipotesi sono due: o sono in malafede o sono dei dilettanti allo sbaraglio perche' era davvero semplice intuire le intenzioni dell'azienda". Per il senatore Idv "il governo dovrebbe convocare la Fiat, ricordare quanto e' costata in soldi pubblici nel corso degli ultimi decenni e obbligarla a rispettare gli impegni presi. Uso il condizionale perche' ho seri dubbi che lo faccia, o almeno che lo faccia chiedendo garanzie precise per gli stabilimenti e i lavoratori". "Sempre che, nel frattempo, - conclude Belisario - il padrone delle ferriere non sia gia' scappato all'estero con tutta la cassa".