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Sanita': Locci (Pdl), da riutilizzo farmaci non usati 25% di risparmio su spesa

domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

Cagliari, 23 mag. - (Adnkronos) - L'eterno problema della sanita' pubblica: la razionalizzazione dei costi e la riduzione della spesa, a cominciare da quella farmaceutica. Una proposta che consentirebbe di "ridurre di oltre il 25% la spesa farmaceutica" arriva dal consigliere regionale della Sardegna Giorgio Locci (Pdl), che, da cardiologo e primario ospedaliero, prima ancora che da politico, suggerisce una "soluzione da buon padre di famiglia, apparentemente scandalosa, ma in realta' logica": la restituzione dei farmaci non utilizzati dai pazienti, e il loro utilizzo nelle unita' operative ospedaliere e territoriali. "Bisogna considerare che i farmaci prescritti dai medici di medicina generale sono del Ssn che li eroga al paziente per effettuare la terapia consigliata dal medico curante in base alla patologia - spiega Locci all'Adnkronos - e in Italia i farmaci dispensati dalle farmacie non prevedono la cosiddetta 'dose unitaria-terapeutica', cioe' la dose effettiva per i giorni terapia, poiche' all'interno di una confezione sono contenuti, a seconda del tipo del farmaco, circa 20-28 compresse o capsule. Questo, inevitabilmente, determina uno spreco legato all'eccedenza rispetto ai giorni di terapia prescritta". Locci fa un esempio. "Se un paziente deve fare una terapia antibiotica di sette giorni si dovrebbero consumare mediamente 2 compresse al giorno: quindi si utilizzerebbe circa mezza confezione, con una eccedenza rispetto alla dose terapeutica della meta' e uno spreco del 50% di farmaco utile. Anche quando c'e' un cambio di terapia - prosegue Locci - per scarsa efficacia di un trattamento, come all'inizio o durante una terapia antipertensiva o durante una terapia cronica non piu' efficace, si deve cambiare farmaco con il relativo spreco dei farmaci non piu' utilizzati che andranno persi". (segue)

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