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Lavoro: Toscana, cassa integrazione in aumento rispetto allo scorso anno (2)

domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - "Anche se l'andamento della cassa integrazione - spiega l'assessore alle attivita' produttive, al lavoro e alla formazione della Regione, Gianfranco Simoncini - appare altalenante e mostra segni di discontinuita' rispetto ad una tendenza univoca al rialzo, non possiamo che confermare la necessita' di mantenere un forte e straordinario impegno per la tenuta sociale, in un momento che si profila fra i piu' difficili degli ultimi anni. I dati ci dicono che la cassa in deroga in Toscana e' prevalente e questo dimostra la qualita' e l'entita' dell'impegno della Regione che gestisce direttamente questo ammortizzatore. Ma il nostro impegno si concretizza anche nel presidio delle vertenze in atto e nel sostegno alle imprese per l'accesso al credito e negli investimenti per favorire la crescita . Voglio ricordare ancora una volta gli interventi per 125 milioni messi in campo dall'inizio dell'anno, che si affiancano agli incentivi all'occupazione e per la Cassa in deroga". Ma se la Toscana fa la sua parte, altrettanto deve fare il governo, che l'assessore Simoncini sollecita a intensificare l'azione per lo sviluppo, con misure capaci di incidere subito sulla capacita' delle imprese di restare sui mercati e ricominciare ad investire. In termini assoluti le ore autorizzate nella regione nei primi quattro mesi sono state circa 14 milioni e 159mila, con una distribuzione che vede prevalere la Cassa integrazione in deroga (oltre 6 milioni di ore) , seguita dalla Cassa straordinaria (circa 5 milioni) e infine dall'ordinaria (2 milioni). In termini relativi, quindi, si ha circa il 44% di Cassa in deroga, 38% di straordinaria, 18% di ordinaria. Rispetto alla composizione nazionale, nella regione Considerando il numero di ore autorizzate per occupato dipendente dell'industria, la Toscana ha presentato nel periodo gennaio- aprile 2012 un impatto inferiore a quello nazionale (43,8 ore per addetto rispetto alle 61,5 italiane). Si tratta di un valore analogo a quello di Veneto (43,3) e Emilia Romagna (46) e nettamente inferiore a quello di Lombardia (61,6) e Piemonte (72,7).

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