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Porti: a Livorno con Federmanager punto su riordino normativa

domenica 16 dicembre 2012

3' di lettura

Livorno, 10 dic. (Adnkronos/Labitalia) - 'Il riordino della normativa sulla portualita". E' questo il titolo che Federmanager Livorno ha voluto dare al convegno organizzato oggi a Villa Letizia nella sede del Polo Universitario Livornese. L'iniziativa, denominata 'Informiamoci', e' condivisa dalle quattro province di Lucca, Livorno, Pisa, Massa Carrara e segue le precedenti manifestazioni legate strettamente tra di loro in un unico percorso rappresentativo degli interessi del territorio dell'Alto Tirreno. In particolare: 2007 'La Logistica'; 2008 'Quale energia per il futuro: problematiche nazionali e locali; 2009 'Il futuro della dirigenza: rapporti con istituzioni e societa"; 2010 'Il trasporto ferroviario in Toscana nel processo logistico di movimentazione delle merci'; 2011 'I turismi a Livorno e Pisa'; 2012 'Crisi economica e recessione: la sfida competitiva dell'Italia'. Al centro del dibattito, la modifica dalla legge di riforma portuale 84 del 1994 attualmente al vaglio del Parlamento. Una riforma attesa da tutto il settore portuale e che dovra' accompagnare le trasformazioni in atto nei porti italiani: snellimento della burocrazia interna, dalle procedure per i dragaggi all'elaborazione dei piani regolatori portuali, rafforzamento del ruolo del presidente, autonomia finanziaria. Con il progetto 'Informiamoci' Federmanager Area Vasta Alto Tirreno mette a disposizione le proprie risorse per attivare un percorso da e verso l'esterno con le istituzioni locali e i vari operatori economici del territorio per contribuire allo sviluppo di quelle iniziative che hanno lo scopo di valorizzare il patrimonio umano, economico e artistico delle quattro province. Hanno preso parte all'evento Luciano Canepa, presidente Autorita' Portuale di Ancona, Giuliano Gallanti, presidente Autorita' Portuale di Livorno, Luigi Merlo, presidente Autorita' Portuale di Genova e presidente di Assoporti, Raimondo Pollastrini, consigliere Corte dei Conti gia' Comandante generale Capitanerie di Porto e Guardia Costiera, Alessandro Ricci, presidente Interporto Bologna e di Unione interporti riuniti. La conclusione dei lavori e' stata affidata a Carlo Poledrini, vicepresidente nazionale Federmanager. Nel corso del convegno, e' stato preso atto di quello che e' stato definito il fallimento dell'ennesimo tentativo di approdare a una riforma del settore: per la legge di riforma, che nei mesi scorsi era stata approvata al Senato, la discussione poi alla Camera, dopo le audizioni e gli emendamenti, si e' interrotta vanificando un confronto durato anni. Come ha ricordato Oliviero Baccelli, del Certet Bocconi, "tra il 2000 e il 2011 l'incremento dei traffici tra Europa e Asia è stato del 155% ma il sistema italiano non ha potuto cogliere pienamente questa crescita". Per il presidente di Assoporti, Luigi Merlo, "si è persa una grande occasione per dare al settore la riforma che attende da troppo tempo; a questo punto occorre predisporre una nuova proposta che tenga conto sia delle indicazioni comunitarie che dei profondi cambiamenti del mercato affinchè il nuovo Parlamento possa lavorrae su basi nuove e moderne". Lo stop dovuto all'attuale situazione politica, dunque, non è sicuramente positivo per un'approvazione definitiva della legge di riforma della sulla portualità, è stato sottolineato, ma può essere l'occasione per migliorare alcuni punti ritenuti non sufficientemente positivi dagli addetti ai lavori. Per il senatore Marco Filippi, componente commissione trasporti del Senato, si tratta di "una legge in approvazione che ha avuto un iter molto lungo con un grande lavoro parlamentare bipartisan e il rischio ora è che tutto venga vanificato". Le conclusioni del convegno sono state affidate a Carlo Poledrini, vicepresidente nazionale Federmanager, che ha sottolineato come la classe dirigente italiana si mette a disposizione per fornire nuove idee e proposte in temi importanti come quello affrontato oggi. L'importante, ha detto, è non perdere il treno dell'Europa e l'Italia deve avere una politica industriale e a maggior ragione portuale.

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