(Adnkronos/Labitalia) - Il risultato, sottolineano dal sindacato, e' che "ad oggi solo il 10% di queste aziende sopravvive e, facile risposta a un problema complesso, si afferma, anche da autorevoli esponenti del governo o di amministrazioni locali, che e' meglio vendere questi beni, vista l'incapacita' dello Stato di gestirli". "La Cgil con questa proposta di legge d'iniziativa popolare - spiega - intende inserire norme in grado di agevolare l'attivita' delle aziende confiscate e nel contempo introdurre tutele per i lavoratori". Hanno condiviso la proposta Arci, Avviso Pubblico, Acli, Libera', Sos Impresa, Lega delle cooperative, Centro Studi Pio La Torre e l'Associazione nazionale magistrati. La legge prevede la presentazione di 50.000 firme a sostegno della proposta gia' presentata e approvata in Cassazione. La Cgil e le altre associazioni si sono date un obiettivo molto piu' alto: presentare oltre 500.000 firme di cui 32.000 solo nel Lazio. A gennaio e febbraio sono gia' previste tante iniziative nei luoghi di lavoro e nelle piazze, nella consapevolezza che "le aziende confiscate alla mafia sono un bene di tutti".