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Lavoro: a Prato tegamini della fabbrica raccontano la cucina vintage (2)

domenica 16 dicembre 2012

1' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - Chi non si portava dietro il tegamino, avvolgeva nella carta gialla mezzo filone di pane da mangiare insieme alla frittata, semplice o coi ciccioli, all'aringa, alla mortadella e talvolta al salacchino, una sorta di piccola aringa lavorata con il sale ma assai meno cara dell'aringa stessa molto diffuso nello strato sociale piu' povero. Ad accompagnare il pranzo in fabbrica, mezzo litro di vino annacquato, per due ragioni: in primis perche' 'schietto' costava troppo, ma anche perche' durante il turno di lavoro in fabbrica veniva richiesta la massima attenzione per evitare infortuni e pertanto si doveva essere assolutamente sobri. Chi non poteva permettersi il vino, mezzo litro d'acqua in bottiglie di vetro scure perche' non si vedesse il contenuto e lasciando il dubbio su cosa realmente ci fosse per non rendere riconoscibile la propria condizione economica.

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