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Cgia: l'aumento dei tassi d'interesse alle imprese costerà 7 miliardi in più all'anno

Imprenditori in affanno
domenica 29 aprile 2012

2' di lettura

Roma, 28 apr.(Adnkronos) - Con l'aumento del tasso di interesse medio registrato negli ultimi mesi (+0,76% tra giugno 2011 e gennaio 2012), il sistema delle imprese italiane rischia di pagare 7 miliardi di euro in più all'anno. A denunciare il possibile aumento è la Cgia di Mestre che ha analizzato l'indebitamento medio delle aziende italiane, pari a 916,7 miliardi di euro, e i maggiori costi che il mondo imprenditoriale dovrà farsi carico a seguito dell'aumento del costo del denaro registrato in questi ultimi mesi. Tra giugno dell'anno scorso e gennaio di quest'anno, infatti, il valore medio del tasso di interesse applicato alle aziende si è attestato al 6,5%: questa crescita ha fatto salire il costo degli interessi a 59 miliardi di euro su base annua: ben 7 miliardi in più rispetto a giugno del 2011. "Auspicando che nei prossimi mesi i tassi di interesse scendano - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - rimane preoccupante il calo dei prestiti erogati alle imprese. Tra giugno dell'anno scorso e la fine di gennaio di quest'anno la contrazione è stata dell'1,4%". E mentre il costo del denaro sale e le banche proseguono ad erogare il credito con il "contagocce" sono esplose le segnalazioni di operazioni di riciclaggio sospette eseguite da intermediari finanziari: +243,6% dall'inizio della crisi alla fine del 2011. Bortolussi parla di dati "allarmanti". "Probabilmente, le organizzazioni criminali stanno approfittando di questa situazione per infiltrarsi nell'economia reale del Paese - aggiunge il segretario della Cgia di Mestre -. Mai come in questo momento le imprese manifestano una preoccupante vulnerabilità dovuta alle conseguenze negative della crisi".

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