Cagliari, 12 nov. - (Adnkronos) - "Quella di domani sara' una farsa senza soldi e senza contenuti. La visita dei ministri e' gia' scritta negli atti del Cipe e della Regione Sardegna. Spacciano soldi gia' spesi e programmati per soldi nuovi, tentano di nascondere le mancate e fallimentari risposte al tema centrale dell'energia e millantano un piano straordinario per il Sulcis incapace di sostituire un solo posto di lavoro. Senza un accordo bilaterale per l'energia l'incontro di domani e' solo fumo negli occhi dei sardi e dei lavoratori". Lo afferma il deputato sardo del Pdl Mauro Pili che oggi in una conferenza stampa ha contestato "con cifre e carte alla mano l'alluvione mediatica delle ultime ore del sottosegretario di Stato De Vincenti", in merito alla visita di domani dei ministri dello Sviluppo economico e della Coesione territoriale Corrado Passera e Fabrizio Barca, e del sottosegretario del Mse Claudio De Vincenti, nel Sulcis. "Accettare la farsa di domani, posto che non esiste nessun atto concreto e nessuna decisione del governo, significa diventare complici di questo governo. La cifra preannunciata da De Vincenti di 350 milioni per il Sulcis - afferma Pili - e' una bufala colossale. Non esiste da nessuna parte e si tratta di fondi scritti in una delibera di riepilogo della Regione di soldi gia' spesi e in fase di spesa. Insomma , roba da pataccari di Stato". Pili nel corso della conferenza stampa ha analizzato punto per punto le questioni previste per domani e ha fornito dati e documenti. Prima di tutto sulla questione energetica, poi i casi Alcoa, Carbosulcis, Eurallumina e il Piano Sulcis. Sul problema energia ha detto che "il governo copre l'Enel e da un anno non ha perseguito nessuna soluzione sul costo energetico" e su Alcoa accusa il governo di aver "fallito totalmente la gestione della vertenza. Ha perseguito la sostituzione dell'insegna senza affrontare in modo chiaro e trasparente la questione energetica portando alla chiusura della fabbrica". In merito alla Carbosulcis ha detto che "il progetto e' slittato di un altro anno per colpa dell'opposizione di questo governo che nonostante la grande mobilitazione dei minatori ha messo in campo una gravissima azione dilatoria che ha portato alla richiesta della proroga di un anno, la terza". (segue)