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Toscana: assoindustria Arezzo, Siena e Grosseto contro aumento Irap (2)

domenica 18 novembre 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - "L'aumento colpisce infatti altri settori importanti - sottolinea il documento congiunto - soprattutto in questo momento di difficolta' generalizzata, come il Farmaceutico, il turistico-alberghiero e la ristorazione, se in forma di societa' di capitali, poi la grande distribuzione, i servizi alle imprese, quindi il settore auto gia' devastato dal Governo Centrale ed ora a livello Regionale colpito da un ulteriore aumento dell'imposta di bollo. Spending review significa riduzione di spesa pubblica a servizi invariati, quindi l'obiettivo deve essere quello di tagliare il costo della pubblica amministrazione riducendo l'eccesso di spesa a pari servizi sia in qualita' che in quantita' cosi' da non penalizzare cittadini e imprese. Significa ridurre la spesa corrente, cedere il patrimonio immobiliare non funzionale, mettere sul mercato le partecipazioni ecc." "Perche' - continuano le tre associazioni industriali di Arezzo, Siena e Grosseto - la risposta ai mancati trasferimenti centrali non sta nell'incremento della pressione fiscale, gia' insostenibile, ma invece in una virtuosa revisione organizzativa e di costo come prevede lo spirito della legge. Le aziende private, per stare sul mercato hanno dovuto dolorosamente comprimere i costi anche del 40%; lo Stato con la spending review chiede tagli dello 0,28% del PIL nel 2012, dello 0,66% nel 2013 e dello 0,69% nel 2014, Rispetto ai sacrifici gia' patiti dal privato ed in particolare dal mondo produttivo non puo' quindi considerarsi esosa e da compensare una riduzione di spesa dell'1,63% sul Pil in tre anni". "La fiscalita' che grava sulle imprese italiane infine, e maggiormente su quelle toscane, e' una zavorra insopportabile sia in se' che nei confronti dei concorrenti ubicati in territori amministrati con maggiore attenzione nei confronti dei produttori di ricchezza e questo pesa come un macigno in termini di competitivita' di mercato. Su questo fronte chiediamo quindi un impegno piu' serio ed efficace, non e' accettabile che la traduzione in dialetto toscano di spending review sia spremuta fiscale".

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