Rivoluzione trasporti

Nei prossimi 10 anni delle Fs 190 miliardi di investimenti

Sandro Iacometti

Prendere la rincorsa col Pnrr e poi procedere ad alta velocità fino al 2031. È questo l’obiettivo di Luigi Ferraris, che ha deciso di allargare l’orizzonte e disegnare il percorso del suo gruppo per il prossimo decennio. Periodo nel quale le Fs si candidano a diventare il motore del processo di modernizzazione e di sviluppo del Paese. Il piano illustrato ieri alla stampa dal manager e dalla presidente Nicoletta Giadrossi è ambizioso: 190 miliardi di investimenti, 40mila assunzioni, riassetto societario e persino energia autoprodotta fino al 40% del fabbisogno. Il progetto, denominato “un tempo nuovo” ruota intorno alla creazione di quattro poli: infrastrutture, passeggeri, logistica e urbano, con la holding a svolgerà la funzione di indirizzo, coordinamento, controllo strategico e finanziario. Le quattro capogruppo (Rfi, Trenitalia, Mercitalia Logistics e Sistemi Urbani) avranno il compito di sviluppare e rafforzare le sinergie con le controllate e di aumentare l’efficienza soprattutto sul terreno della pianificazione e della progettazione. Principale scopo dell’orizzonte lungo del piano, ha infatti spiegato Ferraris, è quello «di accelerare gli investimenti e dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti». Ma i traguardi indicati dall’ad sono numerosi: «Rendere le infrastrutture più moderne, interconnesse e resilienti. Promuovere un trasporto collettivo multimodale, e più sostenibile anche in ambito urbano, raddoppiare la quota di trasporto merci su ferrovia, contribuire alla transizione ecologica non solo rendendo più attrattivo l’uso del treno, ma anche autoproducendo da fonti rinnovabili almeno il 40% del nostro fabbisogno». 


Al di là delle parole d’ordine obbligate («innovazione, digitalizzazione, connettività e valorizzazione delle persone»), il “tempo nuovo” delle Fs si propone di far balzare i ricavi da 12,2 a 22,5 miliardi (+6,3%) e la redditività da 1,9 a 3,9 miliardi (+7,5%). A fare la parte del leone, soprattutto da qui al 2026, saranno le infrastrutture, che catalizzeranno, tra Pnrr e contratti di programma, ben 110 miliardi di investimenti. Altri 50 miliardi sono destinati alle strade, attraverso una integrazione e una sinergia sempre maggiore con l’Anas
Altri 15 miliardi andranno al polo passeggeri, che si concentrerà sull’offerta intermodale ferro/gomma. Mentre la logistica, con 2,5 miliardi di investimenti, si propone di incrementare la quota di trasporto merci su ferro, portandola dall’attuale 11% (di cui circa il 50% gestita da Fs) al 30%. Al polo urbano, che si occuperà di rigenerazione del patrimonio immobiliare, di parcheggi e ricariche elettriche e di servizi chiavi in mano sono invece destinati 1,5 miliardi. Ma ogni singolo settore dovrà contribuire al miglioramento del “tutto”. «Vogliamo creare un sistema integrato e sostenibile», ha detto la presidente Gadrossi, «articolato su quattro dimensioni: infrastrutture, mobilità, logistica e città»