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Reddito di cittadinanza addio, scatta il panico: voci dai vertici FdI

Tante le grane che il nuovo governo dovrà affrontare. Tra questa anche il reddito di cittadinanza. Che il centrodestra nei confronti del cavallo di battaglia M5s sia contrario, non è una novità. Ma ora cosa ne sarà del reddito? Nel programma congiunto appare una prima indiscrezione: "Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e inserimento nel mondo del lavoro". Eppure nel programma di Fratelli d’Italia compare la parola "abolizione".

 

 

In sostanza secondo la Meloni coloro che sono abili al lavoro devono essere oggetto non di aiuti, ma di politiche che puntino di più alla formazione dei giovani e all’inserimento nel mondo del lavoro. D'altronde abolire completamente la misura potrebbe trovare non pochi ostacoli. Dagli alleati compresi. Lo stesso Silvio Berlusconi ha più volte difeso il reddito. 

 

 

Ma non solo, perché anche se la Meloni avesse i numeri in Parlamento per abolire la misura, le piazze potrebbero insorgere. Lo ha capito il deputato, nonché capogruppo parlamentare di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida che ha affermato che bisognerà usare cautela per "non impattare le sacche di disagio che si sono create". Primi avvertimenti arrivano infatti dall'Ue: "La Commissione europea sostiene il reddito di cittadinanza a tal punto che lo raccomanda a tutti gli Stati membri", ha sottolineato in una nota da Bruxelles Tiziana Beghin, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo: "Sulla base dei criteri individuati e presentati oggi" dalla Commissione, "il reddito di cittadinanza andrebbe potenziato e ottimizzato in alcune sue parti, ma non certo abolito come propone Fratelli d'Italia".