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Il turismo tiene a galla l'Italia

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Benedetta Vitetta
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Confindustria smorza il recente entusiasmo dei mercati finanziari sullo stato di salute dell’economia italiana. Sì, certo, la corsa dei prezzi da qualche mese ha iniziato a ridursi come hanno certificato pure di recente sia l’Istat sia Banca d’Italia, ma quella che sta vivendo la nostra economia in questo momento è una «fase di stagnazione». A dirlo è il Centro studi di Confindustria nella nota mensile elaborata dagli economisti di via dell’Astronomia in cui viene spiegato che «l’inflazione è rientrata, ma l’economia è debole». «Ancora in difficoltà sono i servizi», mentre «si vede qualche luce» per l’industria. Sulla fase di stagnazione, Confindustria ha poi ribadito che nel IV trimestre dell’anno, il Pil è quasi fermo (nel III trimestre il pil era cresciuto dello 0,1%, ndr)». Insomma se il calo dell’inflazione aiuta, i tassi di interesse resteranno ai massimo ancora per alcuni mesi e il credito è ancora troppo caro. L’unico comparto che in questo momento sta letteralmente tenendo a galla l’economia del Belpaese è quello del turismo visrto che è «decisivo» per la dinamica del Pil nel 2023.


L’INVASIONE DEGLI STRANIERI
L’export dei servizi è cresciuto nei primi 9 mesi dell’anno del 4,1% nel quadro generale di stagnazione, tanto da sostenerne la dinamica complessiva. Il merito è legato a doppio alla spesa degli stranieri in viaggio in Italia, ovvero gran parte del valore economico diretto del turismo nel Paese. In soldoni il boom del turismo quest’anno sta tenendo in piedi l’intero Stivale. Nell’analisi di Confindustria viene inoltre evidenziato che la spesa dei turisti stranieri non è mai stata «così elevata». E il contributo degli stranieri al boom turistico quest’anno è stato davvero fondamentale: lo scorso settembre, ad esempio, complice anche il bel tempo è proseguita l’espansione della spesa dei viaggiatori esteri in Italia: +11,8% rispetto allo stesso periodo del 2022 (a prezzi correnti), con il record toccato nel mese di luglio.

Se comparata con i livelli pre-pandemia, la spesa dei viaggiatori esteri mostra un incremento del 24,5% rispetto al 2019. Complessivamente, a fine anno gli introiti dal turismo straniero supereranno i 50 miliardi di euro, scavalcando ampiamente i “soli” 30 miliardi relativi al turismo italiano all’estero. «La ripresa dei viaggi, fin dal 2021 e poi con più forza anche nel 2022 e 2023, ha influito positivamente soprattutto nei Paesi in cui il peso (totale) del turismo in percentuale del Pil è maggiore, come Spagna e Italia (circa 11% del valore aggiunto)» si legge nella nota mensile “congiuntura flash” di viale dell’Astronomia.

HOTEL IN FORTE CRESCITA
E c’è anche un’altra buonissima notizia visto che potenzialmente «gli arrivi possono ancora crescere». Infatti gli ottimi risultati ottenuti nel turismo si sono riflessi anche nel comparto alberghiero che avrebbe beneficiato di “un vero e proprio boom” hanno precisato gli economisti di Confindustria. «Il fatturato dei servizi di alloggio, che è andato meglio del totale dei servizi, già nel 2022 si collocava sopra i valori pre-pandemia e quest’anno ha proseguito la sua crescita: +28,8% nel III trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, di cui +7,1% rispetto al III trimestre del 2022. Per capirci, insomma, c’è aria di ottimismo tra le imprese del settore dell’ospitalità. Secondo il Barometro di Booking, ben il 41% degli albergatori prevede che il 2023 sarà l’anno con il fatturato più alto di sempre. In più, nonostante i recenti record raggiunti, resta ancora un margine di crescita nel settore dell’alloggio: l’utilizzazione dei letti negli esercizi alberghieri è risalita al 48,3% nel 2022, rispetto al 49% nel 2019 e dovrebbe essere cresciuta ancora nel 2023, ma comunque su valori che possono salire ulteriormente da qui ai prossimi anni. Ma per fronteggiare le prospettive, che nel quadro di stagnazione complessivo restano incerte, è fondamentale che il comparto colga i cambiamenti in atto come la crescita delle preferenze dei viaggiatori più orientate ad esperienze di lusso (+57% nell’ultimo decennio il numero di alberghi a 5 stelle).

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