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Cina, le mani sull'Ungheria: inizia l'invasione, come possono stravolgere la Ue

Luigi Merano

La risposta all'indagine avviata dall'Unione Europea sui sussidi statali concessi da Pechino ai produttori cinesi di veicoli elettrici non si è fatta attendere. Byd ha annunciato che costruirà la sua prima fabbrica automobilistica in Europa a Szeged nell’Ungheria di Viktor Orbàn, non a caso il premier più critico nei confronti delle iniziative di Bruxelles.

La nuova struttura del colosso cinese si concentrerà sulla produzione di veicoli elettrici e ibridi plug-in destinati al mercato europeo, promettendo di generare migliaia di posti di lavoro. Il governo ungherese supporterà l'impianto con sussidi, sebbene l'importo preciso sarà annunciato solo dopo l'approvazione della Commissione europea. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha descritto comunque questa iniziativa come uno dei maggiori investimenti nella storia economica del paese.

 

 

 

Byd è diventato il principale produttore di auto elettriche mondiale, superando nelle vendite Tesla. Insieme ad altri big cinesi come Saic o Nio stanno espandendo le proprie operazioni in Europa per diversificare e ridurre la dipendenza dal loro mercato interno. Una necessità, quella di espandersi, che deriva dalla domanda europea di veicoli a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Germania e Francia corteggiano da tempo i produttori asiatici offrendo aree di insediamento, la scelta cinese però, come riporta l’agenzia Gea, sembra concentrarsi sull'Ungheria per motivi economici e politici. Byd avrebbe infatti optato per il Paese magiaro dopo la recente visita di due settimane del primo ministro Viktor Orbán in Cina.

 

 

 

Un sito web del governo locale di Shenzhen, dove ha sede Byd, aveva scritto un mese fa che il leader ungherese aveva incontrato il presidente di Byd, Wang Chuanfu, ed era stato poi accolto calorosamente anche a Pechino dal presidente cinese Xi Jinping che ha aveva detto: «Ti consideriamo un amico». Un'amicizia non dell'ultim'ora. Negli ultimi cinque anni l'Ungheria ha attratto circa 20 miliardi di euro di investimenti legati ai veicoli elettrici, compreso un impianto di batterie da 7,3 miliardi costruito da Contemporary Amperex Technology a Debrecen. Byd, tra l'altro, già produce autobus elettrici con successo nella città ungherese di Komarom. E per il nuovo impianto a Szeged, Orban ha destinato finanziamenti significativi per migliorare le infrastrutture intorno al parco industriale. L’apertura nella città a sud del Paese potrebbe consentire al colosso di Shenzhen di evitare eventuali tariffe di importazione nel caso l'indagine Ue verificasse un dumping di mercato.

In tempo reale la contromossa di Tesla, che ha acquisito un terreno a Shanghai per un impianto di realizzazione di batterie megapack (10mila l’anno), la cui produzione dovrebbe iniziare nel quarto trimestre del 2024.