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Le partecipate brillano, con poste diventata un colosso polivalente

Tra i migliori casi di successo delle aziende a partecipazione pubblica di maggioranza, quello delle Poste si sta consolidando ai vertici, oltre ogni migliore previsione
di Bruno Villois mercoledì 4 febbraio 2026

2' di lettura

Tra i migliori casi di successo delle aziende a partecipazione pubblica di maggioranza, quello delle Poste si sta consolidando ai vertici, oltre ogni migliore previsione. Il cammino di crescita comincia da lontano, a fine anni 90, quando l’allora ministro del Tesoro Azeglio Ciampi, conferisce a Corrado Passera l’incarico di ristrutturare Poste italiane e renderle polivalenti nell’esercizio del proprio core, aumentandolo ben oltre la consegna della corrispondenza, allora ancora essenziale, grazie ad una capillarità seconda solo a quella della farmacie.

L’operazione decolla grazie alle intuizioni di Passera di renderla anche banca, aiutata dalla posizione di primo riferimento per l’incasso delle pensioni. Poi arriva la quotazione in Borsa e infine, più recentemente, l’acquisizione della quota di maggioranza della già blasonata Telecom, da oltre 15 anni alla ricerca di una capacità di realizzare profitto mai neppure avvicinata. Con la nuova partecipazione Poste va ad identificarsi come un campione nazionale polivalente, in grado di offrire alla clientela oltre all’attività tradizionale, quella bancaria e assicurativa e di logistica e telecomunicazioni integrate. Un insieme di componenti che la porta letteralmente a volare in Borsa, con un + 67% a/a, e un + 6,50% da inizio 2026.

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Risultati che la pongono all’attenzione delle grandi case d’affari, che ne apprezzano la solidità finanziaria, l’elevata distribuzione di dividendi e, grazie all’acquisizione di Telecom, al potenziale che essa può esprimere per ulteriore integrazione di valore e di potenzialità, potendosi posizionare al centro dell’evoluzione tecnologica nell’ambito della comunicazione, voce e testi, e satellitare. Tutte condizioni che hanno fatto elevare il target price delle azioni a 12 mesi ad oltre 23 euro, con un rapporto per azione atteso del 12/15%, destinato a crescere dal 2027, grazie alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, con effetti positivi sia sugli utili sia sulla capacità distributiva.

Proprio la politica di remunerazione rappresenta uno dei principali elementi di supporto al titolo. Il rialzo delle stime del dividendo per azione nel triennio 2025-2027, con un'accelerazione più marcata nella parte finale del piano triennale, offre spunti che però debbono essere mitigati da una valutazione complessiva neutrale alla luce dei multipli già elevati rispetto ai principali assicuratori e banche italiani. Un fiore all’occhiello è rappresentato dalla posizione patrimoniale, che consentirebbe di procedere a nuove acquisizioni nel filone core o in quelli annessi. A ciò si aggiunge il valore strategico della rete distributiva e di una base di depositi postali superiore a euro 400 miliardi, che garantisce una fonte stabile di raccolta da reinvestire nei business a maggiore marginalità.

Tutte componenti che danno sostanza alla qualità del modello di business e la visibilità dei flussi di cassa. I campioni nazionali delle aziende a partecipazione di controllo pubblica rappresentano, insieme a banche e assicurazioni, i pilastri del FtseMib, con una percentuale ben superiore ai 2/3, a conferma che il capitale pubblico investito in aziende può apportare risultati eccellenti alle casse dello Stato e parimenti rappresentare una vetrina invidiata da altri Paesi comunitari.

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