Ricavi in crescita del 9,6% a oltre 4 miliardi di euro, utile su del 4,7% a quota 1,11 miliardi e cedola fissata a 39,62 centesimi. Terna chiude il 2025 con i principali indicatori economici in netto miglioramento. Bene pure il margine operativo lordo, salito del 7,2% a 2 miliardi e 750 milioni. Risultati lusinghieri, ottenuti in presenza del nuovo record storico degli investimenti sulla rete, balzati a oltre 3,5 miliardi di euro (+30,6%). Il saldo della cedola pari a 27,70 cent- l’acconto di 11,92 centesimi è già stato corrisposto - è previsto per il 24 giugno con stacco il 22 giugno.
«I risultati del 2025 di Terna confermano la crescita di tutti gli indicatori economico-finanziari e l’accelerazione nell’esecuzione dei principali progetti, operando con successo in uno scenario energetico e geopolitico particolarmente complesso», spiega Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale della società. «I risultati economico-finanziari in miglioramento, l’aumento progressivo degli investimenti e l’avanzamento nella realizzazione di infrastrutture di rete strategiche per il Paese testimoniano la solidità del nostro modello industriale e la credibilità del percorso di sviluppo», aggiunge.
Ma i numeri dell’esercizio 2025 non sono inattesi. «Negli ultimi tre anni», prosegue la manager, «Terna ha completato una profonda trasformazione, consolidando il proprio ruolo di abilitatore della transizione energetica con una visione fondata su innovazione, sostenibilità e sviluppo delle competenze professionali. Il mercato ci ha riconosciuto come un operatore affidabile e capace di sostenere investimenti di lungo termine. Oggi, forti dei risultati conseguiti nel 2025 e delle basi costruite negli anni precedenti, siamo pronti ad affrontare sfide sempre più complesse, a contribuire all’indipendenza energetica del Paese e alla sicurezza ed efficienza del sistema elettrico», conclude la Di Foggia.
Sull’anno in corso pesano le incognite innescate dalla terza guerra del Golfo. «L'attuale quadro geopolitico continua a mostrare segnali di deterioramento», fa sapere la società in una nota e per il 2026 Terna «prevede una crescita economica moderata, in rallentamento rispetto al 2025 e ancora inferiore ai livelli preparandemici».
Ma la società è fiduciosa di poter conseguire ricavi per 4,41 miliardi di euro, un margine operativo lordo pari a 2,93 miliardi di euro e un utile netto di gruppo pari a 1,12 miliardi. Per quel che riguarda il Piano investimenti, il gruppo ha un obiettivo 2026 pari a 4,2 miliardi di euro.
Ad escludere conseguenze dirette e immediate della crisi nel Golfo ci ha pensato l’ad, nel corso di una conferenza telefonica con gli analisti. «L’attuale situazione geopolitica in Medio Oriente non ha un impatto diretto su Terna» ha raccontato in proposito la Di Foggia, «la nostra attività è regolamentata ha aggiunto - e questo ci protegge anche dall’inflazione. Inoltre, il nostro piano di investimenti si concentra sulle infrastrutture domestiche, il che limita l’esposizione alla volatilità internazionale. Potrebbero esserci alcuni effetti indiretti, principalmente sul costo dei materiali chiave e sulle dinamiche della catena di approvvigionamento.
Per questo motivo - ha chiosato stiamo già applicando strategie di mitigazione per preservare sia le tempistiche che la disciplina della spesa in conto capitale».
Infine un riferimento al decreto bollette che «dovrebbe produrre diversi effetti positivi: in primo luogo accelerare i processi di connessione, perché semplifica le procedure amministrative e consente anche una pianificazione e un’attuazione più efficienti».