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Tim insieme a Poste può tornare grande

"Sembra di vedere l'impero romano" Umberto de Julio (AD Telecom 1998/99) ricorda di averla sentita da un professore universitario durante una conferenza stampa della compagnia, mentre ammirava su una cartina geografica tutta l'estensione internazionale di Telecom.
di Buddy Fox domenica 29 marzo 2026

2' di lettura

«Sembra di vedere l'impero romano» Umberto de Julio (AD Telecom 1998/99) ricorda di averla sentita da un professore universitario durante una conferenza stampa della compagnia, mentre ammirava su una cartina geografica tutta l'estensione internazionale di Telecom. Erano anni in cui Tim produceva utili anche grazie a manager come Vito Gamberale, poi ha iniziato a produrre solo debito e si è rimpicciolita da Impero Romano a villaggio di Asterix. Ora con il matrimonio con Poste il ciclo può tornare virtuoso. La notizia viene pubblicata domenica sera, appena letta la fantasia ha cominciato a volare e il pensiero dei più irrequieti a immaginare quale potesse essere la reazione di lunedì. Il giorno dopo eccoli accontentati con il “tuffo del lunedì”, si parte al ribasso, tradizione che si ripete da qualche settimana, e i protagonisti dell'offerta?

Tim sale e va in controtendenza, mentre Poste che deve aprire il portafoglio, scende e fa peggio dell'indice. Le sorprese però non finiscono qui perché poco prima di pranzo, in anticipo rispetto al solito, ecco il messaggio di Trump che spariglia, sul tavolo c’è un'ipotesi di tregua, all'istante tutto si gira! Non è che non fai a tempo a fare il click sul buy, oggi non fai nemmeno a tempo a pensare cosa comprare che tutto è già schizzato. Nemmeno Trinità il grilletto più veloce del West sarebbe capace di competere con gli HFT, i missili ipersonici che gli hedge fund usano attraverso l'AI per l'hyperscalping. In Europa siamo passati in poche decine di secondi da quasi -3% a +2%, nemmeno Jacobs sui 100 mt era così veloce. Movimenti strani, movimenti sospetti che fanno partire un tam tam dai desk delle sale operative ai media ipotizzando che prima dello spike si fossero compiute grosse operazioni d'acquisto da parte dei soliti noti. Mi è venuto in mente la scena del film “Wall Street” quando Gordon Gekko dice a Buddy Fox «compriamo in punta di piedi, poi chiama il Wall Street Chronicle e di alla persona Ferro Azzurro ama l'Anacott Acciaio», sono pratiche di Borsa vecchie come il cucco, sempre accadute e senza una “gola profonda"” mai provate.

Si disse lo stesso delle enormi posizioni al ribasso accumulate prima dell'undici settembre, anche lì, nessuna prova, solo illazioni cadute nel vuoto. L'unica certezza che abbiamo è che oggi l'AI è la nuova arma in mano ai grandi investitori, noi piccoli non possiamo competere in velocità, l'unica nostra possibilità è usare cervello e sensibilità umana. La prossima sarà settimana corta e sui mercati è previsto rimbalzo, con o senza “tuffo del lunedì” si dovrebbe respirare, l'appuntamento è per dopo Pasqua con le trimestrali delle banche Usa, guerra o pace sarà quello il momento decisivo. STM: dopo molte delusioni sta diventando il titolo più reattivo. Se ci sarà rimbalzo, questo è il titolo su cui puntare. NEXI: Mingrone nuovo AD appena nominato ha subito aperto il portafoglio spendendo 1ml in azioni Nexi, mossa che ricorda Marchionne appena arrivato in Fiat e che ispira molta fiducia. Paninoelistino@gmail.com.

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