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Pensione, il "trucco" per aumentarla senza lavorare di più

lunedì 27 aprile 2026

2' di lettura

Per ottenere una pensione più alta nel sistema contributivo è fondamentale versare il maggior numero possibile di contributi durante la vita lavorativa. Tutti i contributi confluiscono in un montante contributivo, che viene rivalutato annualmente in base all’inflazione e poi trasformato in assegno pensionistico tramite i coefficienti di trasformazione. Questi coefficienti sono decisivi: più alta è l’età al pensionamento, più favorevole è il coefficiente (nel 2026 si passa da circa il 4,2% a 57 anni fino a oltre il 6,5% a 71 anni). Posticipare l’uscita dal lavoro permette quindi di ottenere una pensione sensibilmente più elevata. I coefficienti vengono aggiornati periodicamente e risentono anche dell’aumento della speranza di vita.La domanda di pensione si presenta facilmente tramite patronato, professionista abilitato o direttamente sul portale INPS con SPID o CIE. È importante compilare con precisione tutti i dati (compresi quelli del coniuge, lavoro all’estero, ecc.) per evitare un trattamento inferiore al dovuto.Esistono diverse maggiorazioni richiedibili:

Incremento al milione per chi ha diritto al trattamento minimo e vive in condizioni disagiate;

Trattamento familiare per coniuge a carico o maggiorazione per ex combattenti;

Incremento di due mesi di anzianità contributiva per ogni anno di servizio con invalidità ≥74% (o per sordi, invalidi di guerra, infortuni sul lavoro), allegando la documentazione sanitaria;

Benefici per esposti all’amianto (almeno 10 anni) e per vittime del terrorismo (fino a +10 anni di contribuzione).

Un’opportunità, come ricorda Brocardi.it, spesso poco sfruttata riguarda le lavoratrici nel sistema contributivo puro: con 1 o 2 figli si può applicare il coefficiente previsto per i 68 anni; con 3 o più figli quello per i 69 anni. Questo permette di percepire una pensione più alta pur andando in pensione alla stessa età. Per i lavori usuranti rimane confermata nel 2027 la possibilità di pensionamento anticipato con quota 97,6 (almeno 61 anni e 7 mesi di età + 35 anni di contributi per i dipendenti). La domanda di certificazione va presentata entro il 1° maggio 2026.Infine, è possibile andare in pensione a 64 anni nel sistema contributivo puro con almeno 20 anni di contributi (iniziati dopo il 1995) e un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.638 euro lordi mensili nel 2026). Per le donne con figli le soglie sono leggermente più basse, ma serve comunque uno stipendio medio molto alto per raggiungere l’importo minimo richiesto.

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